Pensione a rischio a causa di debiti con il Fisco? Vediamo come funziona, cosa dice la normativa a riguardo e chiariamo alcuni punti spinosi.
Nel corso della nostra vita da cittadini contribuenti non è del tutto inusuale arrivare ad accumulare piccole o grandi somme di debito con l’Agenzia delle Entrate e Riscossione. Nella maggior parte dei casi questi debiti si accumulano negli anni lavorativi e spesso ci ritrova a chiedersi se questi debiti con il Fisco possano in un qualche modo inficiare sulla pensione futura andando ulteriormente a cambiare una situazione economica che già di per sé cambia quando un lavoratore va in pensione.
Il punto di partenza per capire se, come e quanto i debiti con il Fisco possano influenzare l’assegno pensionistico è l’art. 545 comma 8 del Codice di Procedura Civile, il quale garantisce ai creditori la possibilità di avvalersi sulla pensione dei debitori. Tuttavia c’è un ma, perché tutti i creditori, compreso, il Fisco devono rispettare alcuni limiti. In buona sostanza non tutte gli assegni pensionistici possono essere pignorati. Nei paragrafi successivi chiariremo e approfondiremo meglio questi punti.
Quando la pensione è accreditata sul conto corrente alcune somme possono essere pignorate. Alcune ma non tutte, perché i creditori per potersi avvalere sull’assegno pensionistico devono tenere in considerazione alcuni parametri. Si tratta di limitazioni vere e proprio che influiscono sulle manovre possibili.
Di fatto possono essere pignorate solo quelle somme che superano del triplo l’assegno sociale che per quest’anno, in considerazione dell’inflazione, è fissato a 534,41 euro. Questo vuol dire che le pensioni da 1.000 euro, per esempio, non possono essere pignorate. Di conseguenza l’imposto minimo pignorabile su una pensione prevede che questa debba arrivare a 1.603,23 euro.
Se l’accredito avviene nello stesso giorno del pignoramento o successivamente si può pignorare fino ad un quinto della somma che supera i 1.068,82 euro. Per più pignoramenti contemporanei il limite può essere ridotto alla metà di quanto eccedete la stessa somma.
Queste limitazioni sul pignoramento delle pensioni, nei fatti, garantisce che i debitori pensionati abbiano in ogni caso i mezzi minimi indispensabili per vivere. Il tutto per mantenere un equilibrio sociale ed economico per rispettare i diritti fondamentali delle persone anziane.
Se i limiti di pignoramento sono superati, il debitore ha comunque a sua disposizione delle ulteriori tutele legali. Può rivolgersi ad un giudice che avrà il compito eventualmente di dichiarare inefficaci che eccedono i limiti imposti dalla legge oppure può opporsi con azioni legali avviando un’azione in cui può richiedere anche il risarcimento del danno.
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