Il 2024 segna un cambio di passo nel fotovoltaico italiano. Da un lato, le grandi installazioni su capannoni e centri commerciali spingono la crescita a ritmi sostenuti. Dall’altro, le installazioni domestiche calano, invertendo una tendenza che sembrava consolidata. È la Lombardia a fare la parte del leone, con la maggiore potenza installata nel Paese. Dietro questi numeri, però, ci sono scelte strategiche e dinamiche locali che meritano attenzione.
Industria e commercio spingono sull’acceleratore del solare
Quest’anno gli impianti fotovoltaici su strutture industriali e commerciali sono cresciuti a ritmi sostenuti. Le aziende puntano sempre più sull’energia solare per ridurre i costi dell’elettricità e rispettare le normative ambientali. Capannoni, stabilimenti produttivi e grandi centri commerciali sono diventati i luoghi preferiti per installare pannelli, grazie agli ampi spazi e a tetti spesso ben orientati verso il sole.
Il vantaggio per le imprese è doppio: produzione di energia pulita e accesso a incentivi statali e regionali che velocizzano il ritorno dell’investimento. Non mancano poi sistemi di accumulo per gestire meglio i consumi e aumentare l’autonomia energetica. Questo interesse ha fatto salire la potenza complessiva installata, dando anche una spinta al mercato degli appalti e delle tecnologie legate all’installazione.
Case private: meno impianti nonostante l’attenzione all’ambiente
Al contrario, nel settore residenziale si registra un calo nelle nuove installazioni di pannelli solari. I dati ufficiali indicano un rallentamento tra il 2023 e il 2024, un dato che colpisce visto l’aumento generale dell’attenzione verso le energie rinnovabili.
Le ragioni sono molte. Innanzitutto, le agevolazioni fiscali come il Superbonus 110% si sono ridotte nel tempo e la burocrazia è diventata più complessa. Questo ha scoraggiato molti proprietari, specialmente chi ha meno risorse o preferisce evitare investimenti a lungo termine. In più, i costi crescenti dei materiali e le difficoltà nel trovare finanziamenti hanno reso meno conveniente installare pannelli a casa.
Non va poi sottovalutata la questione tecnica: in molti casi gli spazi sono limitati, i tetti non sono ben esposti o ci sono vincoli che ostacolano l’installazione, soprattutto nelle città dove gli edifici sono più vicini e ombreggiati.
Lombardia: la regina del fotovoltaico industriale
La Lombardia si conferma la regione leader in Italia per potenza fotovoltaica installata su impianti industriali e commerciali. Grazie a un tessuto imprenditoriale dinamico e a una rete distributiva efficiente, la regione ha superato altre zone del Centro-Nord e del Sud, più tradizionalmente votate al solare.
Le grandi aziende lombarde hanno fatto del fotovoltaico una leva importante per la loro strategia di sostenibilità . In particolare, l’area milanese e la Brianza spiccano per la concentrazione di impianti ad alta efficienza. Anche Brescia si distingue con numerosi progetti rivolti all’autoconsumo aziendale.
Accanto al settore privato, la Lombardia ha lanciato diversi bandi regionali per portare il fotovoltaico anche in edifici pubblici come scuole, ospedali e municipi, aumentando così la copertura di energia pulita sul territorio.
Nord e Sud a due velocità , con il fotovoltaico che cambia faccia
I dati dei primi mesi del 2024 mostrano differenze nette tra regioni. Se la Lombardia guida la produzione industriale, al Sud regioni come Puglia e Sicilia mantengono un buon ritmo grazie al clima favorevole e a una tradizione consolidata nell’uso del solare.
Al Nord l’attenzione è rivolta soprattutto ai grandi impianti industriali, mentre al Centro e al Sud la diffusione domestica fatica a decollare. Burocrazia, accesso al credito e mancanza di competenze tecniche continuano a frenare l’espansione del fotovoltaico nelle abitazioni.
Nei prossimi mesi il settore dovrà fare i conti con le nuove politiche di sostegno, attese per semplificare le procedure e rinnovare gli incentivi. Fondamentale sarà anche l’adozione di nuove tecnologie per l’accumulo e l’integrazione con reti intelligenti, elementi chiave per consolidare la crescita e spingere verso un’energia sempre più autonoma. Seguire da vicino l’andamento regionale resta essenziale per capire le reali potenzialità del mercato italiano.
