Economia

Ex moglie disoccupata, tutti i casi nei quali non percepisce il mantenimento

Non sempre l’ex moglie, con impiego o disoccupata, ha il diritto di percepire il mantenimento: analizziamo tutti i casi nei quali l’ex marito (o il giudice) potrebbe negarle un aiuto economico. 

Quando viene negato il mantenimento all’ex moglie (Codiciateco.it)

Non avere uno stipendio non pone in diritto di dover ricevere il mantenimento dall’ex marito in seguito a separazione o divorzio. La giurisprudenza ha fatto chiarezza circa questa normativa in una recente sentenza del Tribunale di Napoli (nr. 4804/2024). Va considerato che esistono solo quattro variabili che possono dare diritto al mantenimento: una prova di rinuncia alle aspettative professionali e reddituali in nome della famiglia; un’età troppo giovane che comprometta le possibilità occupazionali; pregresse esperienze lavorative; la durata del matrimonio e, in aggiunta, della convivenza prematrimoniale. 

In altri casi, il giudice potrebbe scegliere di negare alla donna gli alimenti al momento della separazione, nonostante lo stato di disoccupazione. L’assegno di mantenimento appare diverso rispetto al passato: non è più uno strumento per riequilibrare le condizioni dei due coniugi dopo l’interruzione del matrimonio. Oggi serve per venire incontro a chi ha rinunciato alla propria carriera per dedicarsi alla casa e alla famiglia. 

Mantenimento all’ex moglie disoccupata: in quali casi specifici il giudice lo nega

Perché l’ex moglie non sempre può prendere l’assegno di mantenimento (Codiciateco.it)

Il giudice di norma rifiuta il mantenimento all’ex moglie quando si parla di una donna giovane e con possibilità di trovare un impiego; quando non può dimostrare di aver impiegato la maggior parte delle sue energie per dedicarsi all’ambiente domestico e alla famiglia, pur avendo figli; quando in passato ha svolto altre attività lavorative, anche tra le più semplici, dimostrando così di poter prendere parte del mondo del lavoro; quando il matrimonio ha avuto una durata breve, tenendo anche conto della convivenza prematrimoniale, non potendo così determinare nella donna un’aspettativa di stabilità economica. 

La Corte di Cassazione ha dunque specificato che il diritto all’assegno di mantenimento viene meno se la donna divorziata non può dimostrare il suo ruolo di casalinga dedita esclusivamente o prevalentemente alla famiglia a tal punto da contribuire alla formazione del patrimonio comune. Colei che avanza una richiesta di mantenimento dovrà dunque assicurarsi che l’attuale disagio economico sia dovuto a valide ragioni e non a semplice comportamento inerte. Al contrario, vediamo cosa accade in caso di ex moglie laureata: come cambiano le cose per l’assegno di mantenimento?

Emanuela Toparelli

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