Economia

Concordato preventivo: le nuove soglie di reddito, chi le supera è fuori

Il decreto correttivo di Luglio ha introdotto nuove soglie di reddito per rientrare nel Concordato preventivo biennale con l’AdE. 

Con un decreto il Governo ha stabilito nuove soglie di reddito per il Concordato preventivo (CpdociAteco.it)

Con il decreto correttivo del 26 luglio scorso, il Governo ha introdotto alcune modifiche in materia di Concordato preventivo biennale. Si tratta di un istituto fiscale volto a favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi dichiarativi da parte degli autonomi; è a tutti gli effetti un patto accordato con l’Agenzia delle Entrate per la dichiarazione dei redditi e relative tasse nell’arco di un biennio.

L’accordo con il Fisco permette ai contribuenti che vi aderiscono di pagare le tasse in base a quanto previsto dall’Agenzia delle Entrate, per cui per la calcolare la somma delle tasse da pagare nel biennio che si prende a riferimento non si considerano gli effettivi guadagni del contribuente, quanto piuttosto l’ipotesi di guadagno fatta dall’AdE. Possono accedere al concordato preventivo i contribuenti che applicano gli ISA, gli esercenti attività di impresa, arti o professioni che sono in regime di partita IVA forfettario. Con il nuovo decreto correttivo, il Governo introduce per la prima volta un limite massimo di ricavi e compensi, per cui superate queste soglie il contribuente è automaticamente escluso dal patto.

Come funziona il nuovo concordato fiscale

le nuove soglie massime per accedere al concordato fiscale (CodiciAteco.it)

Modificando l’art. 32 del decreto legislativo 13/2024, il decreto correttivo introduce il limite di soglia massimo per le partite IVA forfettarie a 150 mila euro di incassi. Questo vuol dire che chi supera in incassi questa somma non può accedere al concordato. Questo cambiamento potrebbe determinare an che un innalzamento degli incassi consentiti in questo regime fiscale e che ora sono compresi tra gli 85mila e i 100mila euro.

Non solo forfettari comunque, perché il decreto correttivo modifica le soglie limite anche per i contribuenti ISA; in questo caso si specifica che il tetto massimo di guadagno da non superare è posto a 7.746,853 euro -attenzione dal calcolo sono esclusi i corrispettivi derivati da cessioni di azioni e strumenti finanziari simili ad azioni e obbligazioni.

Per quanto riguarda il calcolo dei compensi del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni si fa riferimento al comma 1 dell’art. 5a del T.U.I.R. per cui l’ammontare di reddito è data dalla differenza tra i compensi percepiti e le spese sostenute nel medesimo periodo di imposta.

Quanto vale la manovra

Il Sole24Ore ha calcolato che un professionista con punteggio ISA alto, cioè sopra il 9 e per questo in regola con i pagamenti dovuti, avrà un potenziale risparmio del 76,7%; mentre uno stesso professionista ma con ISA insufficiente, cioè sotto all’8, potrebbe arrivare a pagare anche il 70,7% in meno di imposte che avrebbe dovuto al Fisco seguendo le aliquote Irpef.

La mossa del Governo è indubbiamente un azzardo che potrebbe finire per favorire l’evasione anziché favorire e agevolare il pagamento delle imposte.

Anna Peluso

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