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Cioccolato, amaro risveglio per il colosso internazionale. Multa per milioni di euro

Arriva in questi giorni la notizia della sanzione a un’importante multinazionale di prodotti alimentari. Le responsabilità appurate

La sanzione Ue al colosso del cioccolato – codiciateco.it

Uno dei pilastri della politica economica europea è senza dubbio la difesa della concorrenza e della libera circolazione delle merci tra i paesi dell’Unione. Una regola alla quale devono conformarsi tutti i produttori e distributori che operano sul continente. L’obiettivo è la difesa dei consumatori favoriti dalla libera concorrenza.

A giudizio dei responsabili Ue, soprattutto in tempi di inflazione elevata, la disponibilità di merce a prezzi più concorrenziali ha l’effetto di abbassare i prezzi nei mercati nazionali, soprattutto con lo scambio tra i singoli Paesi membri. Proprio per questo politiche illecite che siano di ostacolo alla circolazione delle merci e alla concorrenza sono severamente sanzionate a livello comunitario.

La sanzione alla multinazionale degli alimentari

Le sanzioni per violazione della norme della concorrenza dell’Unione – codiciateco.it

Proprio questi giorni è giunta la notizia della sanzione della Commissione Ue contro il colosso dei dolciumi, e non solo, Mondelez. La società, proprietaria del marchio Milka, oltre che di Toblerone, Daimo, Oreo, Mikado, Tuc, Philadelphia tra i più conosciuti, ha ricevuto una multa per 337,5 milioni di euro.

L’accusa è vendere i suoi prodotti in modo artificialmente costoso, imponendo cioè ai compratori dei prezzi elevati con pratiche illegali. La multinazionale è stata punita proprio per aver violato le norme comunitarie sulla concorrenza, attuando degli accordi contro la circolazione delle merci, con l’obiettivo di ostacolare il commercio dei suoi prodotti tra i vari paesi. La Commissione Ue ha inoltre sanzionato Mondelez per abuso di posizione dominante nella vendita di cioccolato in diversi mercati nazionali.

In pratica Mondelez per anni ha reso i suoi prodotti più costosi, impedendo la concorrenza e ostacolando la circolazione della sua merce tra i Paesi dell’Unione. In definitiva, mantenendo alti i prezzi nei singoli Stati e limitando il commercio ha colpito i consumatori europei, costretti a comprare a costi maggiori. I prezzi dei prodotti alimentari sono diversi da Paese a Paese, per esempio per il cioccolato tra il 10 e il 40 per cento, così la circolazione delle merci può contribuire ad abbassare i prezzi.

Una procedura ufficiale era aperta nei confronti di Mondelez fin dal gennaio 2021, con la multinazionale coinvolta in almeno 22 accordi illeciti e considerati anticoncorrenziali. Per esempio la multinazionale imponeva ai suoi clienti di applicare prezzi più alti per i prodotti da esportare, rispetto a quelli per il consumo interno. Pratiche e accordi del genere hanno avuto luogo tra il 2019 e il 2021, coinvolgendo tutti i mercati nazionali dell’Unione.

Altro esempio delle politiche anticoncorrenziali di Mondelez il rifiuto di rifornire un distributore in Germania, per impedire la rivendita di cioccolata nei Paesi vicini come Austria, Belgio, Bulgaria, Romania, perché i prezzi tedeschi erano più bassi. La Mondelez ha riconosciuto le proprie responsabilità con uno sconto del 15% della multa.

Vincenzo Pugliano

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