Casalinghe preparatevi perché adesso è obbligatorio: cosa fare immediatamente prima che sia troppo tardi. Tutto quello che c’è da sapere sul punto.
Quello delle casalinghe è un ruolo purtroppo ancora oggi assecondato e non preso pienamente in considerazione. Chi si dedica alla cura della casa e della famiglia spesso non viene considerato come lavoro quando in realtà è la peggiore delle posizioni lavorative perché non prevede una retribuzione.
Ma non solo, fare la casalinga è altamente pericoloso; sono tanti infatti gli incidenti domestici che si presentano e che si verificano. Casi che possono essere nocivi e che nella peggiore delle ipotesi possono essere fatali; si pensa ad esempio quando cade un qualcosa di particolarmente pesante o quando si inalano sostanze pericolose come le miscele da non fare assolutamente per pulire i bagni. Miscugli a base di candeggina ed ammoniaca o candeggina ed acido muriatico, insomma delle situazioni che sono veramente particolari, ecco perché meritano tutela.
Dato che gli incidenti domestici sono degli eventi purtroppo all’ordine del giorno, una problematica rilevante per la salute soprattutto se – come spesso – sottovalutati, è giusto allora che bisogna far qualcosa per contrastare questo fenomeno. Per questo la Legge ha stabilito l’obbligatorietà della copertura assicurativa riconosciuta come assicurazione casalinghe ma che in realtà è rivolta a tutte le persone che svolgono attività di cura della casa a titolo esclusivo e gratuito.
L’importo è veramente irrisorio ma offre un’adeguata garanzia per tutti gli incidenti domestici più comuni. L’assicurazione vale per tutte le persone del nucleo familiare di un’età compresa fra i 18 ed i 67 anni, gli studenti fuoriserie ed i cittadini stranieri in possesso di un regolare permesso di soggiorno ma non occupati.
L’assicurazione copre tutti gli incidenti che si possono verificare all’interno dello spazio domestico. Nel caso in cui venisse riconosciuta un’inabilità tra il 6% e il 15% l’INAIL prevede un rimborso unico di 370,00 euro. Una rendita diretta che varia da un minimo di 119,00 euro ad un massimo di 1.454,0 euro quando invece la percentuale di inabilità sale dal 16 al 100%. Tutto questo pagando semplicemente all’anno 24 euro.
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