Economia

Cartella esattoriale decaduta e prescritta, qual è la differenza

Le cartelle esattoriali possono andare incontro a decadimento o prescrizione, ma attenzione, poiché le due evenienze presentano alcune differenze. Scopriamole!

Cartella esattoriale (Codiciateco.it)

Quando un cittadino ha dei debiti nei confronti dell’erario, tale debito si trasforma in una cartella esattoriale. In tal modo l’erario può attuare diversi procedimenti al fine di riscuoterlo, che vanno dalla segnalazione amichevole al pignoramento dei beni, nei casi più estremi. Con l’ultima legge finanziaria, però, il Governo ha introdotto nuovi limiti di tempo per la riscossione del debito.

Questo limite, però, non si deve confondere con la prescrizione. La decadenza del debito, infatti, differisce dalla prescrizione per un aspetto fondamentale. Nel primo caso l’erario sospende i propri sforzi per riscuotere il debito, senza però cancellarlo. Nel secondo il diritto a richiedere il pagamento viene definitivamente cancellato.

Discarico automatico e prescrizione: in cosa differiscono

Debito col fisco Codiciateco.it)

In presenza di crediti da riscuotere, gli enti creditori possono incaricare un esattore al fine di recuperare il suddetto credito. In alcuni casi, però, l’esattore potrebbe accertare che il debitore non possiede beni pignorabili e si trova dunque nell’impossibilità di pagare il debito. In quei casi subentra il cosiddetto discarico automatico della cartella, che si verifica dopo 5 anni.

Di fronte al discarico automatico possono succedere varie cose. Da una parte l’ente creditore può decidere di rinunciare al recupero del credito, oppure può incaricare un nuovo esattore o procedere in prima persona alla riscossione. E invece nel caso della prescrizione? Tale evenienza cancella il debito e rende dunque impossibile per il creditore riscuotere alcun bene o somma.

Termini di prescrizione: variano in base al tipo di debito

La prescrizione si verifica entro termini di tempo che differiscono in base al tipo di debito. Nel caso di cartelle dovute allo Stato il termine è di 10 anni. Ne sono esempi IRPEF, IVA, IRES, bollo, Canone Rai o altre imposte specifiche. Nel caso di debiti verso gli enti locali, ad esempio IMU o TARI, la prescrizione si verifica dopo 5 anni.

Un ulteriore caso di prescrizione è quello relativo ai bolli auto, che si verifica dopo 3 anni. Tali evenienze si applicano in automatico, senza bisogno che il cittadino applichi alcun procedimento nella maggior parte dei casi. Esistono infine delle eccezioni alla norma, da attenzionare a seconda del caso specifico.

Martina Di Paolantonio

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