Negli ultimi mesi, il prezzo di un volo low cost ha superato quota 200 euro a tratta, un dato che sorprende chi era abituato a offerte davvero economiche. Ma il costo del biglietto è solo la punta dell’iceberg. Oggi, per portare in stiva un bagaglio o scegliere il posto a sedere, bisogna mettere mano al portafoglio. Questi extra, un tempo inclusi nel prezzo, fanno lievitare la spesa complessiva e trasformano un viaggio low cost in una spesa ben più salata di quanto si immaginasse.
Negli ultimi mesi il costo minimo per una tratta è salito oltre i 200 euro su molte rotte europee e internazionali di breve e medio raggio. Non si tratta più solo di aumenti durante i periodi di punta o i weekend: anche i giorni feriali, tradizionalmente più economici, hanno subito rincari. Dietro a questo aumento ci sono il caro carburante, nuove tasse aeroportuali e la domanda sempre più alta per posti limitati sugli aerei. Questi fattori pesano direttamente sulle tariffe base, da cui partono tutte le strategie di prezzo delle compagnie.
Così, anche chi prenota con largo anticipo o accetta le classi più economiche si ritrova a pagare di più rispetto a qualche tempo fa. Le offerte promozionali, un tempo frequenti e allettanti, oggi sono più rare e meno convenienti, soprattutto considerando le rigide condizioni dei biglietti low cost.
Il biglietto aereo è solo una parte della spesa totale. Le compagnie fanno pagare a parte, obbligatoriamente o no, molti servizi accessori, su tutti il bagaglio da stiva e la scelta del posto, che possono far lievitare il prezzo finale anche di decine di euro.
Il bagaglio in stiva, prima spesso incluso nel prezzo, ora è quasi sempre a pagamento sulle compagnie low cost e sempre più spesso anche su quelle tradizionali. Il costo varia in base alla tratta, al peso e alle dimensioni, ma soprattutto al momento della prenotazione: più si aspetta, più si paga, specie se si decide di aggiungerlo direttamente in aeroporto.
Anche la scelta del posto pesa sul portafoglio. Chi vuole sedersi vicino alle uscite di emergenza o nelle prime file deve mettere in conto un supplemento che va da meno di dieci a oltre trenta euro, a seconda del volo e della classe. Chi rinuncia a scegliere rischia di finire in fondo all’aereo o vicino a bagagli a mano ingombranti.
L’aumento dei prezzi e degli extra richiede una pianificazione più attenta, sia per chi vola per lavoro sia per chi parte per vacanza. Valutare bene cosa serve davvero, come il bagaglio in stiva o il posto scelto, può fare la differenza sul totale da pagare.
In questo scenario complicato, siti di confronto prezzi e agenzie di viaggio online restano strumenti preziosi per seguire l’andamento delle tariffe e scovare il momento giusto per prenotare. Ma serve anche leggere con attenzione tutte le condizioni per evitare brutte sorprese poco prima della partenza.
D’altro canto, i rincari spingono molti a viaggiare con solo bagaglio a mano e ad accettare il posto assegnato a caso, rinunciando a un po’ di comodità per risparmiare. Questo cambia anche la gestione degli spazi a bordo e il servizio negli aeroporti, che devono adattarsi a una clientela sempre più attenta al rapporto qualità-prezzo.
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