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Cappotto termico, possono aiutarti gli incentivi statali: quali richiedere

Per chi nel 2024 sta pensando al cappotto termico per la propria abitazione ci sono queste agevolazioni con differenti percentuali

Dispositivi di protezione degli operari – codiciateco.it

Da quando il Covid è entrato nelle nostre vite condizionandole, più in male che in bene, sono piovuti successivamente tanti bonus per provare a rilanciare l’economia rimasta al palo, soprattutto in alcuni settori. Uno di quelli che ha patito di più le sofferenze delle pause più o meno lunghe, in termini economici, è stata l’edilizia: per questo campo sono stati realizzati molti incentivi.

Quattro incentivi per il cappotto termico

Cappotto termico per facciata – codiciateco.it

Come conseguenza, abbiamo visto palazzi e villette in manutenzione (e non sono mancate le truffe con il Bonus 110%), e in modo particolare i cittadini hanno approfittato per rendere dal punto di vista energetico più efficiente la propria abitazione con il cosiddetto cappotto termico (qui un focus su quale deve essere lo spessore giusto). Anche per il 2024 sono previsti degli incentivi statali, quattro in particolare. Vediamo nei dettagli di cosa si tratta e quali sono i requisiti minimi e indispensabili per potervi accedere.

Il primo che analizziamo è il Superbonus 70%, poi vedremo l’Ecobonus, il Sismabonus e il Bonus ristrutturazioni. Il Superbonus 70% è pensato per le persone fisiche al di fuori di attività di impresa, arti o professioni. I lavori devono avvenire per superfici verticali opache, inclinate e orizzontali che coinvolgono l’involucro per oltre il 25% delle superfici disperdenti lordo della struttura. Attenzione però perché la percentuale di beneficio cambia con il tempo: è pari al 70% fino al 31 dicembre 2024 e scende al 65% fino al 31 dicembre 2025.

L’Ecobonus può essere utilizzato sia da enti pubblici e privati fino al prossimo 31 dicembre 2024 con una detrazione fiscale che hanno aliquote variabili in 10 quote annuali. Per quanto riguarda il Sismabonus i requisiti sono più ristretti perché riguarda solo dagli abitanti dell’Italia centrale, quindi le zone colpite dai terremoti, e se gli interventi vanno a ridurre i rischi sismici dell’edificio. Il limite di spesa consentito è di massimo 136mila euro.

Vediamo infine il Bonus ristrutturazione. Si tratta di un incentivo statale destinato a tutte le tipologie di lavoro volto a un miglioramento abitativo a livello strutturale, quindi non riguarda solo l’efficientamento energetico. Infatti ogni singola opera deve comprendere sia il miglioramento dal punti di vista del consumo che la manutenzione ordinaria e straordinaria. La detrazione per l’intero pacchetto di lavoro sarà del 50%. Il tetto massimo di spesa per ogni unità immobiliare è 96mila euro.

Giuseppe Formisano

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