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Busta paga, aumenti e arretrati in arrivo se sei dipendente pubblico: cifre

Grande sorpresa in busta paga per i dipendenti pubblici in questo nuovo 2024: arriveranno extra e arretrati. Ecco per quale motivo e a quanto ammontano 

Novità per i dipendenti pubblici – CodiciAteco.it

Essere un dipendente pubblico, diciamolo seriamente, è un sogno per molti per quanto riguarda il contesto lavorativo. Tale posizione offre infatti una serie di vantaggi che spesso non vengono sottolineati abbastanza e che difficilmente si trovano nel contesto privato, per niente invece per quanto riguarda i lavoratori autonomi. Certo chi ricopre queste cariche porta anche una certa nomea per uno dei più classici luoghi comuni italiani, ma la verità è che – al di là delle parole – i fatti dicono che ci ha avuto la capacità di ottenere tale lavoro, e non ha troppe pretese di crescita nella propria vita, si ritroverà in una condizione comunque invidiabile.

La certezza del lavoro, banalmente, rappresenta uno degli aspetti più allettanti. I dipendenti pubblici beneficiano in senso assoluto di una maggiore stabilità occupazionale rispetto a molti settori privati. Le probabilità di licenziamento sono generalmente ridotte, fornendo una tranquillità che può essere particolarmente apprezzata in periodi di incertezza economica. Questo livello di sicurezza offre ai dipendenti pubblici la possibilità di non avere determinate preoccupazioni che invece accomuna chi non lavora in un ambito pubblico o – come detto – specialmente chi lavora  per se stesso.

I vantaggi di essere dipendenti pubblici

Arretrati ed extra per i dipendenti pubblici – CodiciAteco.it

Tra tutti, però, il vantaggio di essere un dipendente pubblico è il pacchetto di benefit completo. I dipendenti pubblici spesso godono di vantaggi sociali, assicurazioni sanitarie solide e generosi piani pensionistici. Questi benefit contribuiscono a migliorare la qualità della vita dei dipendenti, fornendo loro una rete di sicurezza finanziaria e accesso a cure mediche di qualità. La flessibilità lavorativa, poi, almeno nella maggior parte dei casi, è un altro elemento spesso presente nei contesti pubblici.

Molti dipendenti pubblici godono di orari di lavoro più stabili e flessibili rispetto ai settori privati, con possibilità di telelavoro e politiche che favoriscono un sano equilibrio tra lavoro e vita privata. Questa flessibilità può essere un elemento cruciale per offrire al fortunato tempo libero per dedicarsi ai propri piaceri e alla famiglia. Se poi ci aggiungiamo anche degli stipendi niente male con straordinari, tredicesima, quattordicesima e quant’altro, ecco che il quadro è completo per una stabilità che oggi rappresenta un’occasione importantissima e soprattutto rara.

E ora arrivano anche aumenti e arretrati in busta paga

E a proposito di vantaggi, ecco che sta per arrivarne uno nuovo per i dipendenti pubblici: ovvero aumenti e arretrati dovuti al ricalcolo Irpef nelle buste paga. Si tratta di una novità che giunge grazie all’ultima legge di bilancio e che varrà soltanto per il 2024. Ci sarà quindi l’aggiornamento della tassazione, accompagnato dall’applicazione di detrazioni da lavoro dipendente rivisitate, con i primi effetti che saranno visibili però solo sul cedolino di marzo 2024.

Questo aggiornamento comporterà un leggero aumento degli stipendi, grazie alla revisione delle aliquote dell’Irpef. La novità più significativa sarà la riduzione degli scaglioni da quattro a tre, con l’introduzione di una percentuale Irpef del 23% per il reddito compreso tra 15mila e 28mila euro, anziché il precedente 25%. Significa che i primi 15 mila euro di reddito saranno tassati al 23%, includendo anche la fascia tra 15.001 e 28.000 euro, mentre si passerà al 35% per il reddito compreso tra 28.001 e 50.000 euro, e al 43% per la parte che supera i 50.000 euro.

Tradotto, significa un risparmio del 2% con un impatto massimo di 260 euro all’anno e 20 euro al mese per coloro che rientrano nella fascia almeno 28mila euro l‘anno di reddito. Per chi guadagna almeno 26mila euro all’anno, invece, il risparmio e plusvalenza annua sarà di 220 euro, con quota che scende a 168 euro per la fascia fino a 23.440 euro annui e 116 euro per quella fino a 20.800 euro. E’ previsto un aumento di 64 euro per la fascia fino a 18.200 euro e di soli 12 euro per quella fino a 15.600 euro all’anno.

Pasquale Edivaldo Cacciola

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