Cos’è il bonus 5.0, come funziona e perché è importante che sia retroattivo. Tutto quello che c’è da sapere sull’agevolazione.
Il bonus 5.0 è un’agevolazione fiscale introdotta dal Governo per incentivare le imprese ad investire sull’utilizzo di tecnologie avanzate e progetti che favoriscano la transizione digitale ed energetica. Il bonus funziona come credito di imposta che potrà essere utilizzato in un’unica soluzione nel 2025 o in cinque trance annuali a partire dal 2026.
La riduzione dei consumi energetici sarà la condizione necessaria per usufruire del bonus. Per questo motivo saranno effettuati dei controlli pre beneficio e post beneficio. Nello specifico:
Elemento fondamentale del bonus 5.0 è che sarà retroattivo, cerchiamo di capire meglio che vuol dire e come fare domanda.
Il bonus sarà retroattivo e questo vuol dire che pur essendo di recente rilascio il decreto attuativo, potranno beneficiare dell’incentivo tutte le imprese che hanno effettuato investimenti in tal senso a partire dal 1° gennaio 2024.
Tuttavia c’è da segnalare l’effettiva attuazione del piano di investimento deve essere completata entro la fine del 2025, mentre l’ultimazione del programma di spesa potrà essere presentato entro e non oltre la data del 18 febbraio 2026.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha sottolineato l’importanza del piano di Transizione 5.0 che prevede un fondo di quasi 13 miliardi di euro che sarà accessibile ad imprese di ogni dimensione e settore. Si tratta, inoltre, dell’unico piano in Europa che pone sullo stesso piano la transizione digitale e quella energetica.
Il decreto attuativo è stato firmato, resta da attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per capire quelle che saranno le tempistiche e modalità ufficiali per la richiesta all’incentivo, quasi sicuramente comunque la domanda dovrà essere presentata per via telematica.
Una delle novità riguarda le maggiorazioni previste per chi acquisterà moduli fotovoltaici italiani, un modo per incentivare il Made in Italy appunto ma anche per contrare la concorrenza estera in particolare quella cinese. Negli allegati presenti nella circolare dovranno essere inserito anche l’elenco dei macchinari agevolati con una possibile apertura ai beni extra UE.
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