Ti hanno dato una banconota strappata come resto? Può capitare, ma cosa dice la legge in merito? Vediamo se si è autorizzati a rifiutarla e chiederne una in buono stato.
Può capitare che, nel corso della frenesia di un’attività lavorativa a contatto con il pubblico, si rompa una banconota o che il cliente paghi con una banconota rotta e il lavoratore non se ne accorga. In questi casi, si cerca di darla via camuffandola tra i resti il prima possibile, perché per un’attività commerciale può risultare complesso utilizzarla: si pensi a tutti i negozi che devono versare gli incassi sul conto corrente intestato all’azienda e si vedrebbero rifiutata la banconota dal bancomat. Ma un cliente come può agire in questi casi?
A tutti scoccia il pensiero di dover accettare una banconota strappata o rattoppata alla bell’e meglio con lo scotch. Ebbene, cosa prevede la legge a tal riguardo? Capiamo se è consentito rifiutare il resto e chiedere al lavoratore di restituire indietro una banconota in buone condizioni.
E’ stata la stessa Unione Europea a fornire le indicazioni su come comportarsi davanti a banconote strappate, rovinate o fuori corso. Facciamo distinzione tra banconote logore, ossia rovinate dall’umidità, dalla vicinanza con una fonte di calore, strappate o lacerate; banconote danneggiate, quindi quelle macchiate permanentemente; banconote mutilate, vale a dire quelle a cui manca un pezzo, come un angolo.
Innanzitutto, è bene chiarire che di fronte a dubbi circa la validità di una banconota in pessimo stato o la sua usufruibilità, ci si può recare presso una filiale bancaria vicina e chiedere al personale. Davanti ad un danno modesto e un richiedente apparentemente arrivato in buona fede, l’istituto provvederà alla sostituzione del denaro. In caso di situazione ambigua (come sospetto di falsità di una banconota), verrà richiesto un consulto con l’amministrazione centrale che farà esaminare il caso da addetti esperti. Banconote rovinate o strappate possono essere sostituite purché non manchi più del 50% della banconota originale.
In ogni caso, durante la fase d’acquisto, un negoziante ha il diritto di rifiutare il pagamento qualora il cliente tentasse di rifilare monete in pessimo stato. Allo stesso modo, un consumatore può rifiutare di accettare il resto se il denaro che gli viene offerto non è integro.
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