Lavoro

Badanti e colf, per il licenziamento quanti giorni di preavviso devi dare

Se hai assunto una badante o una colf ma hai scelto di licenziarla, quanti giorni di preavviso le spettano di diritto? Vediamo cosa dice la legge. 

Badanti e colf, giorni di preavviso per licenziamento (Codiciateco.it)

Per svariati motivi, puoi dover ricorrere alla drastica misura di licenziare la colf o la badante che hai assunto. Ma secondo la legge, quanti giorni di preavviso le spettano? Entriamo nei dettagli e capiamo cosa stabilisce la normativa, così da agire secondo i giusti parametri.

Come da contratto collettivo, un datore di lavoro che ha intenzione di licenziare la propria lavoratrice domestica, deve rispettare un determinato periodo di preavviso. Innanzitutto, è sempre opportuno discutere con lei le motivazioni che hanno portato a questa decisione. Poi, bisognerà consegnarle la lettera di preavviso (con dicitura raccomandata consegnata a mano) indicando la data nella quale avverrà la conclusione del rapporto di lavoro, calcolata sulla base delle ore settimanali e dell’anzianità di servizio.

Colf o badante da licenziare: quali tempi di preavviso vanno rispettati

Quanto preavviso dare a colf e badanti per il licenziamento (Codiciateco.it)

Quando si tratta di licenziamento di una colf, i giorni di preavviso spettanti sono uguali per tutti i rapporti di lavoro che superino le 24 ore settimanali: si parla di 15 giorni lavorativi per un’anzianità inferiore a 5 anni e 30 giorni di lavoro per un’anzianità superiore a 5 anni. Invece, quando si procede con il licenziamento di una colf che lavora per un numero di ore pari o inferiore alle 24 settimanali, sono previsti 8 giorni di preavviso per un’anzianità fino a 2 anni e 15 giorni di calendario per un’anzianità superiore a due anno.

Sono differenti le leggi in fatto di portieri privati, custodi e lavoratori che vivono in alloggio indipendente di proprietà del datore di lavoro: il preavviso sarà di 30 giorni fino ad un anno di anzianità e 60 giorni per un’anzianità superiore ad un anno. 

In caso di morte del datore di lavoro, gli eredi devono provvedere a porre fine al rapporto di lavoro e corrispondere alla lavoratrice l’indennità di un mancato preavviso, pari alla durata del rapporto di lavoro e alle ore settimanali che erano previste da contratto.

Tra i motivi consentiti per il licenziamento di una colf o una badante, vi sono giustificati motivi oggettivi come il trasferimento di un datore di lavoro in una casa di cura o giustificati motivi soggettivi che possono essere legati all’apprezzamento delle prestazioni della colf e dei suoi comportanti, nonché per motivi disciplinari o giusta causa, come un abbandono del posto di lavoro o per un atto grave commesso. E’ bene non sottovalutare mai la motivazione del licenziamento e corrispondere all’ex-lavoratrice quanto dovuto, per evitare di incappare in cause giudiziali che, nella maggior parte dei casi, favoriscono chi prestava servizio. Vedi anche cosa serve per mettere correttamente in regola colf e badanti.

Emanuela Toparelli

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