In Italia, il prezzo di un’auto nuova resta un ostacolo serio per molti acquirenti. Anche quando si parla di sconti, quanto si riesce a risparmiare davvero in concessionaria? A gennaio e febbraio 2026, il club automobilistico tedesco ADAC ha messo alla prova questa domanda. I suoi esperti, calandosi nei panni di clienti comuni, hanno valutato non solo i listini ufficiali, ma anche le offerte reali ottenute con la trattativa. Il risultato? Le possibilità di sconto variano molto, a seconda del modello, della motorizzazione e di come il marchio gestisce la vendita. Un quadro ben più sfumato di quanto si pensi.
Per capire bene, i ricercatori hanno analizzato 112 acquisti di prova, mettendo a confronto sette modelli elettrici e sette a motore termico, assicurandosi che le versioni fossero simili. Una cosa che salta subito all’occhio è il peso degli optional sul prezzo finale. Prendiamo la Mercedes Classe C 220d T-Modell: gli accessori aggiunti hanno fatto volare il prezzo di oltre 13.000 euro rispetto alla versione base. Al contrario, sulla MG ZS Hybrid+ gli optional hanno inciso appena per poche centinaia di euro. È importante sottolineare che gli sconti considerati riguardano sempre il prezzo totale, quindi comprensivo di optional.
Un altro punto chiave è il sistema di vendita adottato dalle case. Mercedes-Benz, per esempio, sta spingendo un modello di agenzia dove i concessionari hanno poco margine di manovra: fanno quasi da intermediari, quindi lo sconto resta fisso intorno al 7%, senza possibilità di trattare di più. Diversa è la situazione per marchi come BMW o Peugeot, dove invece insistendo un po’ si può ottenere uno sconto ben più alto. Un caso lampante è la Toyota Corolla Touring Sports: tra concessionari la differenza nelle offerte ha superato il 20%. Questo dimostra che, quando non ci sono regole rigide sul prezzo, il venditore può davvero fare la differenza sul prezzo finale.
Dall’indagine emergono differenze notevoli negli sconti applicati. Sul podio c’è la BYD Atto 2: elettrica, con uno sconto medio del 25% sul prezzo di listino, pari a quasi 9.520 euro risparmiati. Poco dietro c’è la BMW iX1, con ribassi del 18,8%, cioè più di 11.000 euro, la cifra più alta in assoluto tra tutti i modelli analizzati. Sul versante opposto, invece, ci sono modelli che praticamente non scontano nulla. La Dacia Duster Hybrid 140, auto di fascia accessibile, ha concesso soltanto 16 euro di sconto, quasi una formalità. Simile la situazione per la Leapmotor T03 e la Renault Clio TCe 115 . La Fiat Panda Elettrica si mantiene sotto i 1.900 euro di sconto medio.
Nel mezzo della classifica troviamo la MG ZS Hybrid+ e la Volkswagen Golf Variant, con sconti rispettivamente attorno ai 3.530 e 5.325 euro. L’indagine mette in chiaro una regola: più alto è il prezzo base e più ricca è la dotazione, più spazio c’è per trattare in concessionaria. Le auto più economiche e con pochi accessori, invece, lasciano poco margine ai compratori. Questa tendenza si vede in tutti i marchi, e fa capire quanto la scelta degli optional e della configurazione possa incidere sul potere di negoziazione.
Il mondo delle trattative in concessionaria è quindi molto vario, dipende dal marchio, dalla tecnologia scelta e dalla strategia commerciale. Ma una cosa è certa: chi sa come muoversi e sceglie con attenzione può risparmiare davvero qualcosa di buono.
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