Economia

Assegno unico, potresti trovare di meno a maggio: perché

L’assegno unico universale per i figli a carico potrebbe risultare meno cospicuo a maggio. Queste le ragioni e principali cause.

L’assegno unico di maggio potrebbe risultare più basso per queste ragioni (CodiciAteco.it)

L’Assegno Unico Universale è il contributo mensile che si riceve per i figli a carico entro il 21esimo anno di età degli stessi e secondo modalità che spesso cambiano.

Generalmente i percettori non ricevono sempre la stessa somma, stabilita in base ad una serie di criteri che vanno dal numero di figli a carico all’ISEE presentato e a cui si aggiungono eventuali arretrati o extra versati di volta in volta. Questo vuol dire semplicemente, che i percettori sono abituati a non vedersi sempre accreditata la stessa identica somma ogni mese, eppure per questo mese di Maggio l’Assegno potrebbe davvero risultare particolarmente basso. Perché avviene questo? Sono diverse le spiegazioni alla base, nel prossimo paragrafo cerchiamo di approfondirle meglio.

Tagli sull’Assegno Unico, in quali casi la somma può calare

Quali sono i casi in cui si effettuano tagli all’Assegno Unico (CodiciAteco.it)

La prima e principale motivazione per cui l’assegno del mese corrente potrebbe essere più bassa è dovuta dal fatto che l’INPS, che eroga il contributo, attua dei tagli su determinati assegni per andare a recuperare quelle eventuali somme che nei mesi precedenti erano state erogate per sbaglio.

In altre parole, chi ha ricevuto di più senza averne diritto ora deve restituire quelle somme. Si tratta di una sorta di debito, seppur non voluto, che il percettore contrae nei confronti dell’INPS e l’Istituto per riottenere la somma, ne trattiene una parte sui nuovi assegni erogati. Questo perché per legge, se la somma da recuperare è molto alta, la trattenuta deve avvenire a rate e non può mai superare il 20% del totale spettante.

Ulteriori detrazioni possono essere determinate dall’uscita di un figlio a carico dallo stato di famiglia. Come ormai sappiamo, il contributo è erogato fino al 21esimo anno di età della prole per cui nel momento in cui il figlio arriva a quest’età o si trasferisce e diventa autonomo avviene in automatico la decurtazione che gli era assegnata.

Non solo, perché anche il compimento del 18esimo anno di età determinata di una diminuzione dell’importo spettante. Per i figli maggiorenni, infatti, la legge prevede una cifra inferiore rispetto ai minorenni.

L’ISEE come metro più importante

Al di là dell’età dei figli a carico, a determinare effettivamente la somma spettante con l’Assegno Unico è l’ISEE. In base a questo infatti, l’INSP si rende conto se il richiedente ha diritto alla somma massima prevista o se invece bisogna scendere di range.

La regola generale è che più è alto l’ISEE più è basso l’Assegno Unico. A titolo esemplificativo; se l’ISEE supera i 45mila euro si ha diritto all’importo minimo previsto che è di 57 euro i figli minorenni e di 28,50 per i figli tra i 18 e 21 anni. Se invece l’ISEE non arriva a 17mila euro allora si ha diritto alla somma massima prevista per in questo caso è di 199 euro per i minori e 96 per i maggiorenni.

L’ISEE si presenta generalmente entro la fine di Febbraio, a quel punto scattano i controlli che possono anche richiedere tempi più lunghi. Per cui se l’ISEE è cambiato ma l’INPS se n’è resa conto solo ora, allora l’assegno di maggio sarà inferiore.

Anna Peluso

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