A quanto può arrivare di aumento un mutuo a tasso variabile

Mutuo a tasso variabile, cosa bisogna sapere prima di assumersi il rischio: i casi di questi anni faranno da scuola anche per i prossimi 

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Acquistare casa sta diventando un’impresa in questi anni. E farlo col mutuo a tasso variabile sembra rendere il tutto ancor più proibitivo. Chiedetelo a chi ha sottoscritto un accordo del genere pochi anni fa e in questi, tra Covid, guerre e inflazione, si sono visti la rata mensile schizzata notevolmente. Sono i rischi della stessa operazione, certo, ma probabilmente non immaginavano uno scenario così catastrofico sul piano finanziario e non solo quando ci hanno provato. Situazione che ha indirizzato praticamente tutti su un tasso fisso invece allo stato attuale.

Significa, con quest’ultima soluzione, che la cifra fissata sarà quella da pagare fino alla fine della durata del prestito. Il tasso variabile, invece, può fluttuare nei mesi e negli anni in base all’andamento del mercato finanziario. Questo significa che può tanto aumentare quanto diminuire in base a indicatori economici come il tasso di interesse di riferimento della banca centrale o il tasso interbancario: un rischio che in molti hanno preso in questi decenni provando a risparmiare un bel po’ di soldi. E in molti ci sono anche riusciti. Bisogna ritrovarsi solo al posto giusto nell’epoca giusta, cosa non accaduta però ai recenti neo proprietari.

Mutuo a tasso variabile, di quanto può aumentare

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Ci sono tuttavia alcuni elementi da considerare per quanto riguarda il tasso variabile. Alcuni di questi, infatti, includono le famose clausole cap: sono dei vincoli che limitano l’eventuale aumento a un certo range massimo, il che significa che vi è comunque una certa protezione rispetto a possibili balzi improvvisi che non potranno superare un certo limite. Ovviamente, prima di optare per tale scelta, sarebbe il caso di studiare il mercato finanziario in generale e soprattutto la proiezione dei prossimi anni – anche se tutto può cambiare sempre all’improvviso per eventuali fattori storici che farebbero saltare il banco – per capire se vi sono margini convenienti o meno.

Ma in caso di mancato paracadute via una clausola, a quanto potrebbe aumentare il tasso variabile? Non è propriamente possibile dare una risposta corretta in quanto, a meno di vincoli contrattuali, tutto dipende dalla situazione in essere. Tuttavia si può trarre una parziale conclusione osservando i dati dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori: secondo questi, nel 2023 ogni aumento dello 0,75% dell’Euribor si è tradotto di un’impennata della rata di 80€ al mese, ovvero 1.000€ extra in un anno considerando un mutuo di 100.000€ per 20 anni.

Mutuo tasso variabile: gli esempi 2022 e 2021

Si è registrato in più un rialzo medio di 212,43€ nel 2023 rispetto all’annata precedente. Un +44% rispetto al 2022 e +64% in relazione al 2021. Dunque vanno fatte le dovute riflessioni prima di gettarsi in uno scenario del genere, preparandosi al meglio nella migliore delle ipotesi ma cautelandosi e avendo certezza di poter tener botta anche di rialzi del genere che sono andati oltre la metà. Cosa che non accade invece con chi opta per una rata fissa e definitiva, pur pagando a prescindere di più rispetto all’alternativa.

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