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730 precompilato, è un modo sicuro per evitare i controlli?

Accettare il 730 precompilato esula dai controlli dell’Agenzia delle Entrate? Cosa c’è da sapere su questo aspetto e a cosa fare attenzione

Dichiarazione dei redditi e 730 precompilato (Codiciateco.it)

A breve inizierà il periodo nel quale ci si dovrà dedicare alla dichiarazione dei redditi. Per i lavoratori dipendenti sarà il momento, dunque, di decidere se accettare o meno il 730 precompilato, quello che viene predisposto dall’Agenzia delle Entrate senza che il contribuente apporta modifiche. Così facendo è possibile evitare i controlli e dunque eventuali sanzioni legate ad una comunicazione errata dei redditi? Facciamo chiarezza su questo aspetto e vediamo cosa è necessario sapere.

730 precompilato: attenzione ai falsi miti sui controlli

Cosa spaere sui controlli dell’Agenzia delle Entrate (Codiciateco.it)

Accettare il 730 precompilato oltre che far risparmiare tempo al contribuente, gli permette di essere esonerato dai controlli preventivi. Cosa significa questo? Che è la strada giusta e anche un tantino furba per evitare che il proprio nome finisca nei controlli random che di volta in volta vengono eseguito dall’Agenzia? Nient’affatto.

Se è vero, infatti, che con il 730 precompilato vengono aggirati i controlli preventivi, ovvero quelli che se non conformi possono bloccare la liquidazione del rimborso previsto quando si rilevano delle incongruenze fino ad importi massimi di 4 mila euro, non è detto che non si può incappare in ulteriori verifiche che di solito vengono fatte per controllare tutti gli importi dichiarati ed eventuali elementi e dati che non sono conformi e corretti.

Se ci sono degli errori, infatti, il contribuente non viene giustificato anche se ha accettato il 730 precompilato perché è nei suoi doveri quello di vigilare e controllare se quanto fatto dall’Agenzia delle Entrate è corretto o meno.

Cosa deve fare il cittadino

Ancora oggi molti utenti pensano che scegliendo la strada del 730 precompilato possano dormire sonni tranquilli in quanto compilato dall’Agenzia e dunque esonerati da problematiche e contenziosi. Non è affatto così. Oggi i dati in mano all’Agenzia sono sempre maggiori e corretti certo, ma non è detto che ci possano essere errori o inesattezze che di fatto portano ad una dichiarazione dei redditi non conforme.

E  se questo accade, di fronte ad un accertamento che pone in essere una dichiarazione infedele poi scattano le sanzioni che variano dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta. Spetta dunque al contribuente integrare o correggere i dati che sono stati inseriti nella dichiarazione precompilata per evitare un accertamento con successiva sanzione ed interessi per le imposte evase.

Francesca Bloise

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