Economia

Tasse partita iva: approvata una grande novità

I contribuenti a Partita Iva in Italia sono oltre 5 milioni, per loro la riforma fiscale presenza grandi novità in materia di tasse.

Novità in merito al versamento delle tasse per le Partite Iva (Codiciateco.it)

Da quando si è insediato in Parlamento il governo Meloni ha avuto tra i suoi obiettivi principali portare a termine una riforma fiscale capillare. A partire da gennaio 2024, ad esempio, è diventata effettiva la suddivisione in 3 scaglioni per il versamento dell’Irpef, di contro alle 4 fasce contributive cui eravamo stati abituati fino allo scorso anno.

Altre importanti novità sono giunte ora rispetto alle Partite Iva e in particolare rispetto al versamento delle imposte. Innanzitutto è previsto il pagamento delle tasse dilazionato in 12 mesi: in tal modo verrà data la possibilità ai lavoratori autonomi di gestire la propria liquidità e le imposte da versare in maniera più libera, ma senza perdite per le casse dello Stato.

Acconto delle tasse rateizzato per le Partite Iva

Riforma fiscale, quali sono le novità per le Partite Iva? (Codiciateco.it)

Ma non solo, poiché la riforma prevede anche un’ulteriore novità. I lavoratori autonomi sanno bene che a partire dal secondo anno di attività, la Legge prevede il versamento di un acconto sull’anno d’imposta in corso oltre a quello delle tasse per l’anno precedente. In altre parole nel 2024 si devono versare sia le tasse relative al 2023 che un anticipo per il 2024 stesso.

Solitamente la scadenza per il versamento dell’anticipo è a novembre, ma con l’ultima riforma in ambito fiscale il Governo ha voluto dilazionare anche questo pagamento su 5 mesi, senza oneri contributivi ulteriori per i lavoratori autonomi fino a 170mila euro annui. Tale iniziativa è promossa dal presidente della commissione Attività produttive della Camera e responsabile per le materie fiscali della Lega Alberto Gusmeroli.

Riforma fiscale: non solo Partite Iva, ma anche dipendenti e pensionati

Egli stesso ha infatti dichiarato in un’intervista per Il Messaggero: “Vogliamo estendere questa misura a tutti, compresi dipendenti e pensionati con altre fonti di reddito, con l’obiettivo di abolire anche la ritenuta d’acconto per un milione di professionisti che non avrebbero più bisogno di essa grazie al pagamento dilazionato delle tasse in 12 mesi“.

In generale il numero dei lavoratori a Partita Iva è in aumento, dato che nel corso degli anni ha subito varie fluttuazioni sia verso l’alto che verso il basso. In alcuni ambiti l’apertura di Partite Iva è in netto aumento, ad esempio per professioni quali web designer, social media manager, formatori e consulenti aziendali o informatici. Questi numeri interessano le varie regioni Italiane in percentuali variabili: agli estremi troviamo ad esempio il Molise, con l’8,4% in più, e le Marche, col il 10,1% in meno.

Martina Di Paolantonio

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