E’ davvero conveniente fare degli straordinari per avere più soldi alla fine del mese? Prima di lavorare delle ore in più, è bene considerare quante tasse vadano versate sull’extra.
Molti dipendenti si trattengono delle ore extra sul posto di lavoro per poter guadagnare dei soldi in più alla fine del mese. La maggior parte delle volte, tuttavia, non vengono fatti i calcoli sulle tasse da versare sul tempo extra lavorato: non sempre fare degli straordinari conviene davvero.
Per molti è una prassi lavorare delle ore aggiuntive sperando di aumentare l’importo della busta paga. Veniamo in soccorso di coloro che sono abituati ad offrire di più per necessità di un guadagno più alto e spieghiamo in che modo vengono tassati gli straordinari, le aliquote applicate e quali sono le agevolazioni alle quali è possibile affidarsi per arrotondare lo stipendio.
Con “straordinari” intendiamo tutte quelle ore di lavoro che eccedano il quantitativo stabilito dal contratto. Generalmente, vengono retribuite con una maggiorazione rispetto alle ore standard. E’ però da considerare il fatto che non sfuggano alla tassazione e sono soggette alle imposte del reddito da lavoro dipendente. Le ore extra contribuiscono alla formazione del reddito complessivo della persona, tramite il quale viene calcolato l’IRPEF.
Dobbiamo considerare diverse tipologie di lavoro straordinario, ognuna con regole diverse. Variano soprattutto il base al tipo di lavoro svolto: ad esempio, per il lavoro diurno, la maggiorazione va dal 15% fino a 48 ore settimanali, al 20% se supera le 48 ore; per quello notturno dalle 22:00 alle 6:00 la maggiorazione è circa del 50%; per il festivo parliamo del 30%.
Le tasse applicate ai guadagni derivati da lavoro straordinario sono uguali a quelle previste per il reddito ordinario. In Italia, più il reddito è alto, più sale l’aliquota ad esso annessa: da 15.001€ a 28.000€ consideriamo il 23% di tasse; da 28.001€ a 50.000€ il 35%, oltre i 50.000€ il 43%. La legge prevede comunque dei limiti alla possibilità di svolgere lavoro straordinario: giornalmente, l’extra non dovrebbe superare le due ore. Settimanalmente, non possono essere svolte più di 8 ore di straordinario. Annualmente, si possono lavorare un massimo di 250 ore extra.
Oltre all’IRPEF, agli straordinari vanno applicati i contributi previdenziali: sono detratti dalla retribuzione lorda e versati all’INPS (vedi quando vanno in prescrizione se non vengono versati). La percentuale cambia in base al settore nel quale si opera e al tipo di contratto. Di norma, sono pari al 9-10% del totale.
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