Economia

Se percepisci la Naspi rischi di perderla per questa distrazione: verifica

Se percepisci la Naspi devi tenere a mente alcuni aspetti: tutto quello che devi riferire all’INPS per non perdere il sussidio, scopriamo di che si tratta.

Naspi, cosa non dimenticare quando si presenta la domanda (Codiciateco.it)

La Naspi è prevista per tutti quei lavoratori che perdono involontariamente il lavoro, ma che sono in possesso di determinati requisiti. Per moltissimi, il sussidio diviene fondamentale nei momenti di stallo lavorativo.

È importante per poter percepire la Naspi, però, recarsi all’INPS e riferire tutti i dati, senza dimenticare nulla perché la domanda potrebbe essere respinta. In merito, oggi parleremo della documentazione che necessariamente deve essere presentata all’istituto di previdenza. Scopriamo cosa non dobbiamo assolutamente dimenticare.

Naspi, non dimenticare di riferire nulla all’INPS

Euro (Codiciateco.it)

In generale la Naspi è prevista per tutti quei lavoratori che perdono il lavoro, ma per un motivo che non dipende assolutamente da loro. Molti si chiedono per quanto tempo prenderò la disoccupazione? La risposta è semplice, per un periodo pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni prima della perdita dell’attività lavorativa, sino ad un massimo, dunque, di 24 mesi.

Una postilla è d’obbligo, se chi percepisce la Naspi trova un lavoro deve necessariamente comunicarlo all’INPS. In questo caso, l’istituto provvederà a controllare se si ha ancora diritto a percepire il sussidio o se si ha diritto a percepirlo, ma con un assegno minore rispetto a quello precedente che viene calcolato in base ad alcuni parametri.

In questi casi si può rischiare la decadenza della NASPI, vediamo quali sono

Se chi chiede la Naspi è titolare di Partita Iva che non è utilizzata, deve tenere a mente che questa cosa va necessariamente riferita all’INPS. Chi non comunica tale circostanza, nell’immediato difatti, potrebbe non avere più diritto al sussidio.

In merito, si è espressa la Corte di Cassazione con l’ordinanza n° 846 del 9 gennaio 2024. La Suprema Corte ha stabilito che la decadenza può avvenire anche nel caso in cui il disoccupato non riferisce i redditi presunti per quelle attività che sono state svolte prima della richiesta sussidio. Questo deve essere riferito all’INPS entro 30 giorni dalla domanda per percepire la Naspi. Insomma, il sussidio può decadere in tutti quei casi in cui il lavoratore non riferisce alcuni dati fondamentali all’istituto di previdenza.

Paola Saija

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