Le cartelle esattoriali non sono piacevoli da ricevere, specie se non sono indirizzate direttamente a noi. Come nel caso di quelle di un genitore. Cosa succede in questi casi? Come ci si deve comportare? Alcuni consigli pratici
La cartelle esattoriali sono un incubo costante per milioni di cittadini e contribuenti italiani. Cartelle che vengono generate per vari tipi di “difetti” da parte del cittadino stesso verso le cifre dovute allo Stato. Nello specifico la cartella esattoriale, che in realtà si chiama cartella di pagamento, come peraltro si evince dal dettato di ogni norma economica, fiscale e tributaria della Repubblica Italiana è lo strumento con cui la nostra Pubblica Amministrazione informa il cittadino di un evento particolare.
L’evento è l’iscrizione a ruolo, ovvero far diventare un debito come titolo esecutivo. Ruolo a cui attinge l’Agenzia delle Entrate e della Riscossione al fine di rivolgersi in modo coattivo, ovvero con obbligo, al contribuente che non ha pagato una tassa, una multa o un tributo. L’obiettivo della cartella esattoriale è quello di recuperare il credito vantato dallo Stato Centrale o da un Ente locale (ad esempio i bolli per le regioni, la Tassa sui rifiuti o le multe automobilistiche i comuni).
Tutto questo ovviamente ha un flusso di processi e procedure da seguire. Ma come si genera una cartella esattoriale? La cartella esattoriale, o come abbiamo imparato cartella di pagamento, nasce quando un cittadino non ottempera al pagamento di una tassa, di un tributo o di una multa. In genere il meccanismo si attiva dopo che lo Stato in ogni sua forma ha espletato la possibilità di far pagare il dovuto in modo bonario, con sanzioni ridotte e con appelli al buon senso.
Ma sappiamo anche spesso il mancato pagamento è frutto non solo di malevolenza ma anche di difficoltà oggettive. Difficoltà oggettive che possono protrarsi anche dopo la nostra morte. Ma che succede alla cartelle di pagamento quando si trapassa? Che succede al debito, soprattutto se è stato rateizzato? Che impatto c’è sugli eredi di un padre che muore?
Sgombriamo subito il campo da ogni dubbio, le cartelle esattoriali non sono trasmissibili ai propri eredi. Ma non solo le sanzioni penali e le sanzioni amministrative non sono a carico di chi ci sopravvive. A meno che non si tratti di un co-obbligato come può essere ad esempio un codice. Le uniche cartelle di pagamento che si ereditano sono quelle in ordine alle sanzioni tributarie. Ma anche in questo caso c’è modo di “scansarle”. E lo si può fare in due modi.
Il primo modo è quello di generare una istanza detta in autotutela, una istanza con cui ci si rivolge all’Agenzia per la Riscossione al fine di ridurre o cancellare le sanzioni. L’alternativa, ma con costi decisamente superiori, è quella di rivolgersi ad un Giudice naturale impugnando la sentenza. Ma è un percorso lungo, tortuoso ed incerto
Mancano pochi giorni all’apertura del Salone del Mobile, che dal 21 al 26 aprile trasformerà…
Il Xiaomi 15, uno degli smartphone più amati dell’anno scorso, si trova ora a un…
La Sicilia cresce più in fretta di tutto il Sud Italia. I dati non lasciano…
Nel porto di Shanghai, la Grande Tokyo ha solcato per la prima volta l’acqua, pronta…
Nel cuore di una fiera affollata, tra risate e musica, spunta una cabina fotografica diversa…
«Le informazioni non possono sparire nel nulla». È questo il principio che da decenni tormenta…