Lavoro

Se lavori sui social come influencer, ti spieghiamo come funzionano le tasse e il calcolo dei redditi

La professione dell’influencer è ormai ufficialmente inserita nella lista delle strade possibili che una persona può intraprendere per guadagnare denaro. Ma come viene gestita da un punto di vista fiscale?

Tasse e redditi, come funzionano nel caso degli influencer (Codiciateco.it)

Negli ultimi anni è cresciuta esponenzialmente la percentuale di persone che scelgono di dedicare la propria vita al mondo del social network, facendo in modo che essi possano diventare una fonte di guadagno. Il lavoro dell’influencer, seppur non da tutti compreso, è ufficialmente parte delle possibilità da sposare per vivere: ma come deve essere gestito dal punto di vista fiscale?

Tutte le persone che tramite i social media riescono ad influenzare le scelte di qualcuno, possono essere definite influencer. Chi decide di farlo a tempo pieno e guadagnare denaro tramite diversificate strategie di marketing o attraverso la collaborazione con altri brand, ha delle responsabilità fiscali alle quali adempiere. Capiamo come viene tassato il reddito degli influencer in Italia e quali obblighi devono rispettare per evitare delle sanzioni.

Influencer, gli obblighi da un punto di vista fiscale

Come possono evitare sanzioni fiscali gli influencer (Codiciateco.it)

In base al tipo di attività svolta, viene assegnata una classificazione fiscale. Nel caso di un influencer, si parla di tre categorie principali di reddito: il reddito di lavoro autonomo (quando il professionista svolge la sua attività autonomamente, senza subordinazione ad alcun committente. In questo caso è necessario aprire Partita Iva per fatturare le prestazioni svolte), il reddito da lavoro dipendente (quando si opera sotto la direzione di un datore di lavoro) e il reddito diverso (quando il lavoro non viene svolto in maniera continuativa. In questo caso non è obbligatorio aprire Partita Iva ma il ricavato va comunque dichiarato nella dichiarazione dei redditi).

Per quanto riguarda la tassazione applicata a chi svolge questa attività, i titolari di Partita Iva con una fatturazione più bassa di 85.000 euro annui possono accedere al regime forfettario che prevede l’aliquota agevolata al 15% ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività; per chi svolge un lavoro dipendente valgono le stesse regole dei redditi da lavoro subordinato, con ritenute alla fonte e contributi previdenziali; i redditi diversi, invece, sono soggetti alle aliquote progressive dell’IRPEF ma senza la possibilità di detrarre spese.

Emanuela Toparelli

Recent Posts

GPS lunare, la rivoluzione: come gli astronauti navigheranno sulla Luna senza perdere la rotta

Il prossimo passo dell’esplorazione lunare passa da un problema vecchio quanto le missioni spaziali: orientarsi…

1 ora ago

Halaesa espande a 300 ettari la produzione di avocado in Sicilia, leader nella filiera sostenibile

Le prime piantine di avocado messe a dimora in Sicilia non sono più un esperimento…

10 ore ago

Trentino 2040: Pil in crescita del 40%, la provincia di Trento punta su sviluppo sostenibile e innovazione

Il Trentino si prepara a cambiare volto entro il 2040 Non è solo un piano…

10 ore ago

Campi Flegrei, oltre 550 sfollati e 800 richieste: oggi vertice urgente con Piantedosi dopo il terremoto

Venerdì sera, poco dopo le sette, un boato ha rotto il silenzio e la terra…

1 giorno ago

L’Impatto dell’Asteroide: Come la Terra è Diventata un Forno Infernale per i Dinosauri

Sessanta milioni di anni fa, un gigantesco asteroide si schiantò sullo Yucatán. L’impatto fu così…

1 giorno ago

Open Fiber cresce nel 2024: fatturato in aumento e 4,1 milioni di clienti in fibra ottica FTTH

I ricavi di Open Fiber nel primo semestre 2024 hanno registrato un netto aumento, accompagnato…

1 giorno ago