Economia

Rischi di perdere l’ADI e la colpa è della casa: scopri il motivo

Si può perdere l’ADI per via della casa, lo sapevi? A cosa bisogna fare attenzione quando si diventa percettori del beneficio

La perdita dell’ADI per via della casa (Codiciateco.it)

L’Assegno di Inclusione introdotto dal governo Meloni ha sostituito il reddito di cittadinanza ma per quanto concerne i controlli e le restrizioni a cui i percettori devono attenersi, il meccanismo non è molto cambiato. Ci sono, infatti, una serie di norme alle quali i cittadini che sono risultati beneficiari dell’ADI devono attenersi, pena la revoca del beneficio (scopri qui quando sarà accreditato quello di giugno).

Quando si sottoscrive il patto di adesione è bene conoscere tutti gli obblighi che vengono richiesti al percettore e le varie clausole per evitare che nel tempo qualcosa possa andare storto per via della violazione degli accordi. Tra gli aspetti a cui badare e che potrebbe portare alla perdita dell’ADI c’è anche la casa. Vediamo perché nei dettagli.

Perdita dell’ADI, a cosa fare attenzione

La perdita dell’ADI può dipendere da vari motivi (Codiciateco.it)

I beneficiari dell’ADI sono tenuti, come detto, al rispetto di norme ed obblighi per evitare di vedersi revocato l’assegno. Tra questi l’adesione e la partecipazione attiva ad ogni tipo di attività formativa, di lavoro e di politica attiva proposta all’interno del progetto oltre alla collaborazione con i servizi sociali.

L’appuntamento con i servizi sociali deve essere fissato entro 120 giorni dalla sottoscrizione del patto di attivazione digitale altrimenti l’assegno decade. Inoltre, i beneficiari devono seguire il percorso personalizzato di inclusione sociale e lavorativa rendendosi disponibili per le convocazioni dei servizi per il lavoro.

Queste le basi dalle quali partire per evitare di vedersi revocato l’assegno. A questo poi c’è da aggiungere una serie di clausole da conoscere. In questo senso rientra la questione “casa”. In che senso può portare alla perdita del beneficio? C’è un caso in cui la situazione patrimoniale dell’interessato può cambiare e questa novità non può essere nascosta.

Cosa c’entra la casa

La casa può diventare un problema per l’ADI nel caso in cui nel periodo di fruizione del beneficio il titolare diviene proprietario di un nuovo immobile, non perché lo acquista di proprio pugno ma perché riceve in eredità o per donazione, da un parente o conoscente, una casa. In questo caso non c’è nessun acquisto effettivo ma la situazione patrimoniale rispetto a quando è stata presentata la domanda per l’assegno cambia eccome. In questo caso il cittadino ha a disposizione 15 giorni di tempo per comunicare questo cambiamento tramite il modello Adi-Com.

Francesca Bloise

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