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Riparazione cellulari ed elettrodomestici fino a 10 anni dall’acquisto: cosa significa economia circolare

I settori dell’abbigliamento (fast fashion) e dei dispositivi elettronici hanno un impatto fortissimo sull’ambiente, per questo il modello di economia circolare mira a ridurre al massimo gli sprechi

Dal Parlamento europeo arriva il via libera per le nuove misure per il diritto alla riparazione di prodotti come lavatrici, aspirapolvere, smartphone e biciclette. Le nuove regole mirano a ridurre l’impatto dei consumi di massa e a promuovere un consumo più sostenibile. Con 590 voti favorevoli, 15 contrari e 15 astensioni, il Parlamento europeo ha approvato la nuova regolamentazione che riguarda rivenditori e clienti e che potrebbe mettere un freno al consumismo. I rivenditori dovranno riparare, quando possibile, il prodotto invece di sostituirlo e le garanzie dei prodotti dopo l’avvenuta riparazione saranno estese. Le piattaforme online “aiuteranno i consumatori a trovare i riparatori e i venditori di articoli ricondizionati presenti nella loro zona”, si legge nel sito del Parlamento europeo. “Nell’Unione europea si producono ogni anno più di 2,2 miliardi di tonnellate di rifiuti. L’UE sta aggiornando la legislazione sulla gestione dei rifiuti per promuovere la transizione verso un’economia circolare, in alternativa all’attuale modello economico lineare“, si legge nella nota. 

Che cos’è l’economia circolare

Queste nuove direttive stimolano il passaggio a un’economia circolare, che – come spiega il sito del Parlamento – si identifica in un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile. In questo modo si estende il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo”. “Una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono infatti reintrodotti, laddove possibile con il riciclo. Così si possono continuamente riutilizzare all’interno del ciclo produttivo generando ulteriore valore”, continua la nota.

Foto | unsplash @aliabdulrahman – Codiciateco.it

I settori dell’abbigliamento (fast fashion) e dei dispositivi elettronici hanno un impatto fortissimo sull’ambiente e per questo motivo grazie al nuovo modello di economia circolare si cercherà di costruire un sistema economico in grado di riutilizzare i materiali riducendo al massimo gli sprechi. In un’economia circolare i prodotti non esauriscono la loro utilità e continuano ad essere riutilizzati in nuovi cicli di vita. “I principi dell’economia circolare contrastano con il tradizionale modello economico lineare, fondato invece sul tipico schema ‘estrarre, produrre, utilizzare e gettare‘”, come riporta il sito.

I vantaggi e le fasi dell’economia circolare

Ellen MacArthur Foundation nel 2015 stimava che il passaggio a un’economia circolare entro il 2030 avrebbe potuto contribuire alla riduzione della spesa netta per le risorse nell’Unione Europea (UE) di 600 miliardi di euro all’anno. Alcuni dei numerosi vantaggi dell’economia circolare sono:

  • la riduzione della pressione sull’ambiente,
  • l’innovazione,
  • la crescita economica,
  • il risparmio sui costi,
  • l’incremento dell’occupazione.

Un vantaggio importante dell’economia circolare è “la riduzione delle emissioni annuali totali di gas a effetto serra. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, i processi industriali e l’uso dei prodotti sono responsabili del 9,10% delle emissioni di gas serra nell’UE, mentre la gestione dei rifiuti rappresenta il 3,32%”. Le tre fasi del “modello economico circolare” sono:

  • gestione e controllo delle risorse non rinnovabili;
  • recupero dei prodotti e dei materiali attraverso la riparazione, la rigenerazione, il riutilizzo e il riciclaggio prima di sostituirli;
  • riciclo di un prodotto impiegandolo anche per fini diversi rispetto a quelli per cui è stato concepito.
Giuliana Presti

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