Lavoro

Quando scatta per legge il licenziamento per assenze

Andiamo a scoprire insieme quando diventa possibile per legge il licenziamento legato alle troppe assenze a lavoro: tutte le info utili su questo tema.

Licenziamento, quando è possibile farlo per le troppe assenze dal lavoro? Tutte le informazioni al riguardo (Codiciateco.it)

Come previsto, quello del lavoro è un mondo sempre molto delicato e complicato, soprattutto qui in Italia. Le cose da tenere in considerazione sono sempre tante e non è mai facile tenere tutto insieme, come si suol dire. Come è noto, uno dei temi più divisivi e che resta forse una delle questioni più spinose e delicate da affrontare è quella relativa al licenziamento. Ci sono, ovviamente, dei casi in cui questa soluzione è consentita, ma chiaramente un datore di lavoro non può sollevare dal proprio incarico un lavoratore senza un preciso motivo.

Uno dei momenti in cui questo diventa possibile è quello in cui un determinato lavoratore si assenta per troppo tempo dal posto di lavoro. In questo caso specifico noi andremo a concentrare la nostra attenzione, al fine di far chiarezza su quando il datore di lavoro può effettivamente ricorrere al licenziamento. Ci sono, infatti, alcuni cavilli da considerare, anche in relazione a delle sentenze passate in giudicato che è giusto conoscere. Anche al fine di essere informati sui propri diritti ed i propri doveri.

Licenziamento per assenze? Quando questo è possibile

Licenziamento per assenze, in alcuni casi è possibile: oltre al danno la beffa (Codiciateco.it)

La prima cosa da dire è che ci sono alcune distinzioni da fare. Se un lavoratore si assenta dal posto di lavoro per malattie et similia, è un suo diritto ed in questo caso se un datore di lavoro lo licenzia fa qualcosa che non gli viene consentito. Il discorso, però, cambia nel momento in cui un dipendente si assenta dal posto di lavoro mettendo in atto una assenza ingiustificata. Il lavoratore, infatti, deve comunicare prima oppure al massimo il giorno stesso che si assenterà, presentando una valida motivazione.

Il Contratto collettivo di Lavoro stabilisce quante assenze ingiustificate sono consentite prima di incorrere in un licenziamento per giusta causa. Le assenze ingiustificate, come è noto, rappresentano un illecito disciplinare e possono essere sottoposte ad una sanzione. Anche in caso di licenziamento per giusta causa, però, in molti casi si ha diritto al sussidio NASpi.

Attenzione, però, dal momento che andiamo ad analizzare ora un esempio in cui dopo il licenziamento per assenze ingiustificate si è perso anche il sussidio NASpi.

Licenziamento per assenze: quando si perde la NASpi?

Talvolta capita che un lavoratore si assenti di proposito in maniera ingiustificata per ottenere il licenziamento ed usufruire della NASpi. Trattandosi di un atteggiamento elusivo, si può incorrere in sanzioni e così il dipendente potrebbe perdere tanto il proprio lavoro quanto il sussidio in questione. Se viene dimostrato che l’obiettivo era perdere il lavoro, il licenziamento si trasformerebbe in dimissioni. In questi casi, inoltre, l’azienda può anche chiedere al lavoratore un risarcimento che può essere pari all’importo del ticket per la NASpi che è stato pagato all’INPS.

Gaetano Pantaleo

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