È possibile chiedere un prestito a nome proprio e fare in modo che siano altri a beneficiare del finanziamento? Scandagliamo alcuni casi.
Quando si chiede un prestito bisogna presentare tutta una serie di documenti che attestino la propria situazione lavorativa e reddituale, il merito creditizio e altri requisiti che potranno essere utili all’istituto di credito o alla finanziaria al fine di erogare o meno il suddetto prestito. Quando la richiesta viene accettata, l’ente erogatore e il richiedente stipulano una sorta di contratto.
La banca di impegna infatti a fornire la cifra prestabilita al richiedente, mentre quest’ultimo si impegna a restituire la somma dovuta ratealmente, maggiorata degli interessi. Da queste informazioni è facile dedurre come il rapporto che intercorre tra la banca e il richiedente debba essere estremamente calcolato.
Cerchiamo dunque di rispondere a una domanda che potrebbe essere venuta in mente a molti: è possibile chiedere un prestito a nome proprio e fare in modo che a beneficiarne sia un terzo soggetto? La risposta più immediata a questa domanda è: no. Eppure bisogna fare alcune specifiche che potrebbero aiutarci a chiarire alcune situazioni.
Poniamo ad esempio il caso di un compagno che voglia aiutare una compagna che si trova in difficoltà economica. Oppure nella condizione di non poter richiedere e ottenere un prestito, magari perché è una lavoratrice precaria. Facendo richiesta e ottenendo un prestito non finalizzato, cioè la cui somma non è destinata al finanziamento di beni o servizi ben precisi, il contraente potrà destinare quella somma a chiunque voglia. Trasferendola ad esempio sul conto della compagna.
Ciò, però, non significa che il prestito verrà erogato direttamente sul conto della compagna. Tra la richiesta e l’intestazione del conto corrente sul quale verrà erogato il prestito deve esserci coincidenza. Ciò è utile per motivi di tracciabilità, ma è anche una pratica antiriciclaggio e una tutela nei confronti dei debitori.
Pensiamo ad esempio al caso inverosimile in cui un soggetto si ritrovi a dover restituire le rate di un prestito che non ha richiesto: si tratterebbe di un danno enorme, oltre che di una beffa! In generale, dunque, dovrà esserci coincidenza, fatti salvi alcuni rari casi stabiliti dalla legge.
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