Buoni fruttiferi postali, sul sito di Poste italiane l’elenco dei prodotti non più validi: ne sono parecchi, quali riguarda e cosa accade alle cifre investite
Investire in un buono fruttifero postale è una soluzione adatta per chi vuole solo accantonare risparmi, fare in modo che questi si valorizzino comunque, ma senza grosse pretese soprattutto a stretto giro. Molti lo utilizzano principalmente come ‘deposito’, ovvero un modo per lasciare al sicuro il proprio tesoretto senza che questo si deprezzi come invece avverrebbe alla lunga tenendolo fermo sul proprio conto corrente. Altri lo fanno con questa motivazione ma anche per guadagnarci qualche soldo in più, a parità di condizioni.
Del resto dipende anche da quali presupposti si parte: se la somma in questione è solo e unicamente per le emergenze o per futuro propositi per esempio, e salvo imprevisti non dovrebbero essere presi, allora il vincolo, studiata la formula migliore per le proprie esigenze e caratteristiche, può portare anche un plus tutto sommato niente male. Dipende dalla tipologia di prodotto che si sceglie e le condizioni annesse. In ogni caso – vantaggio di tale modalità – è che in qualsiasi momento si possono prendere le cifre in caso di evenienza.
Nel corso degli anni ci sono state continue staffette, con alcuni prodotti in uscita e altri in entrata. Un mischiare le carte, per intenderci, accantonando vecchie offerte e inserendone di nuove come funziona per qualsiasi mercato. Così chi si è affacciato alle varie proposte anni fa potrebbe non trovare più oggi molte di quelle possibilità. E Poste italiane ha sul proprio sito ufficiale elencato tutte le vecchie possibilità a tasso fisso che oggi, fisicamente o on line, non sarebbe possibile più incrociare.
L’accantonamento non significa necessariamente la scadenza per chi avesse sottoscritto uno di questi prodotti: in quel caso la data è indicata al momento della sottoscrizione. E c’è tempo fino a 10 anni dopo il giorno scadenza per poter recuperare le somme, che si tratti del diretto interessato o degli eredi: superato questo termine sarà invece tutto perduto. Definitivamente. Tutto questo però vale solo e unicamente per i buoni cartacei.
Il discorso cambia per i buoni dematerializzati, in quanto questi non vanno in prescrizione poiché scatta un ‘paracadute’ di salvataggio automatico: al momento in cui scatta la scadenza, infatti, parte in automatico il rimborso sul conto corrente a cui sono associati. Quindi questo permette di non perdere mai i soldi ed è innegabilmente un vantaggio della nuova era. Anche se molti anziani continuano a puntare sugli altri: preferiscono avere sempre un pezzo di carta tra le mani. Ovvero un documento ufficiale da poter conservare gelosamente.
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