Lavoro

Pignoramento TFR: attenzione a questo rischio in particolare e come evitarlo

Contrariamente a quanto si pensa, anche il TFR può essere pignorato. Un rischio enorme che tanti corrono senza saperlo.

Il TFR, acronimo di Trattamento di Fine Rapporto, è uno degli aspetti cruciali del mondo lavorativo italiano. Tuttavia, negli ultimi tempi, si è assistito a un aumento dei casi di pignoramento del TFR, suscitando preoccupazione tra i lavoratori e analisti economici. C’è un rischio in particolare cui si dovrebbe fare molta attenzione.

Il TFR può essere pignorato? – (codiciateco.it)

Il pignoramento del TFR, noto anche come “pignoramento della liquidazione”, è un fenomeno in cui parte o l’intera somma del Trattamento di Fine Rapporto di un lavoratore viene sequestrata per soddisfare debiti pregressi. Questa pratica è stata adottata da creditori come banche o istituti finanziari come misura per recuperare somme dovute da un debitore. Nonostante molti credano il contrario, la liquidazione dei dipendenti pubblici e privati non è affatto al riparo dai creditori.

L’aspetto più delicato di questa procedura è il suo impatto sui lavoratori. Sebbene il TFR rappresenti un fondo di risparmio costruito nel corso della carriera lavorativa di un dipendente, il pignoramento può privare il lavoratore di parte delle risorse che avrebbe potuto utilizzare per finanziare la propria pensione o affrontare emergenze finanziarie.

Le ragioni dietro il pignoramento del TFR variano, ma spesso sono legate a situazioni di indebitamento critico del lavoratore. Alcuni sottolineano che questo fenomeno potrebbe riflettere la crescente precarietà finanziaria di una parte della popolazione lavorativa, spingendo sempre più persone a ricorrere a prestiti o forme di credito.

Pignoramento del TFR: attenzione!

Dunque, nel caso di debiti non pagati, il TFR, come lo stipendio, può essere pignorato dai creditori, sebbene con una serie di limitazioni. Le istituzioni finanziarie sostengono che il pignoramento del TFR è un mezzo legittimo per garantire il recupero dei debiti e tutelare gli interessi degli stessi creditori. Tuttavia, i critici sollevano preoccupazioni sull’equità di questa pratica, sottolineando la necessità di misure più efficaci per prevenire il sovraindebitamento dei lavoratori.

Pignoramento TFR: cosa dice la Cassazione – (codiciateco.it)

Alcuni suggeriscono la creazione di regolamentazioni più stringenti per limitare il pignoramento del TFR, mentre altri promuovono iniziative per migliorare l’educazione finanziaria e prevenire situazioni di indebitamento eccessivo. C’è qualcosa che dobbiamo sapere.

Con l’ordinanza n. 19708/2018 la Cassazione ha ribadito che la liquidazione può essere aggredita dal creditore, ma solamente per il 20%. Sarà l’azienda, ricevuto il titolo esecutivo, a trattenere la somma e versarla al creditore. Il creditore, però, potrebbe anche aspettare che la liquidazione venga versata sul conto corrente del debitore per aggredirlo nella sua interezza. Ma, anche in questo caso, non mancano i cavilli. Del resto, siamo in Italia.

Se l’accredito è avvenuto prima del pignoramento, possono essere aggredite solo le somme che eccedano il triplo dell’assegno sociale (poco più di 500 euro). Se, invece, la liquidazione arriva nel conto dopo la sentenza di pignoramento, per i debiti meno “gravi” la percentuale varia. Nel caso dei cosiddetti “alimenti” stabiliti dal giudice di famiglia, l’intero TFR è a rischio. Ovviamente, il consiglio è sempre quello di affidarvi a tributaristi che sapranno indirizzarvi meglio. Ma passare a un fondo pensione o stipulare delle polizze vita potrebbe rendere più sicuro il vostro TFR.

Claudio Rossi

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