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Partite Iva e imprese con reddito fino 5 milioni di euro: il patto che verrà proposto

Per le partite IVA fino 5 milioni di euro presto arriverà la proposta di un concordato preventivo; tutto quello da sapere e come muoversi.

Cos’è il concordato preventivo biennale per le partite IVA (CodiciAteco.it)

Il concordato preventivo biennale per le Partite Iva è un istituto che va a definire il rapporto di accesso al patto con il Fisco. La proposta arriverà a 2,7 milioni di partite iva e piccole imprese con reddito dichiarato fino a 5 milioni, soggetti che avranno poi tempo fino al 15 di ottobre per accettare o meno la proposta.

Il concordato dovrebbe favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi dichiarativi e pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 21 febbraio, il decreto legislativo n. 13/2024, quello che appunto va a definire requisiti e condizioni per il concordato preventivo, è ora ufficialmente entrato in vigore. Ma cos’è, quindi, il concordato preventivo biennale? Cosa prevede e come funziona? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi per i lavoratori autonomi? Di seguito proviamo a dare risposte a tutte queste domande.

Concordato preventivo biennale per le Partite Iva, come funziona e cosa prevede

Il patto tra Partite Iva e Fisco dal 2024 (CodiciAteco.it)

Ma, quindi, nei fatti come funziona? In pratica il titolare di partita Iva o l’impresa, stabiliranno in maniera preventiva appunto con il Fisco le tasse che dovranno essere pagate nei successivi due anni, con possibilità di rinnovo. Il reddito aggiuntivo incassato non sarà soggetto a tassazione e in caso di minori introiti -superiori al 50%- il Mef prevede, in casi davvero eccezionali e con apposito decreto, una revoca del patto e di conseguenza una formulazione delle imposte da versare. Appare chiaro il primo vantaggio del concordato, per cui in caso di maggiore incasso rispetto a quanto dichiarato non aumenterà la quota di tasse da pagare.

La proposta tassazione fatta dal fisco alle Partite Iva sarà definita dai dati in possesso dall’Agenzia dell’Entrate. Di conseguenza, in base all’incrocio delle banche dati, tra cui anche quelle dell’ISA, l’AdE provvederà a inviare un preventivo biennale sulle tasse da pagare. Il secondo vantaggio, in questo senso, è che il lavoratore autonomo sa con largo anticipo quanto dovrà versare di tasse e IRAP nei 24 mesi seguenti. Nei fatti la tassazione resta bloccata fino alla fine del 2025.

Nel mese di marzo l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione dei contribuenti dei programmi per l’acquisizione e l’elaborazione del proprio concordato, il cui termine ultimo per l’elaborazione è previsto nel 2024 al 15 di giugno.

Chi può accedere al concordato, caratteristiche della partita Iva

Partiamo dal punteggio ISA, la scala utilizzata con vari parametri e che nei fatti rappresenta l’affidabilità fiscale del contribuente; con il decreto si evince che il punteggio viene messo un po’ da parte, con il concordato proposto a tutte le partite iva senza più vincolo del punteggio ISA pari a 8. Saranno, inoltre, ammesse in maniera sperimentale al concordato preventivo biennale anche le partite Iva forfettarie

Resta la condizione di regolarità fiscale, per cui il concordato biennale sarà proposto solo a quelle partite Iva che non hanno debiti tributari o che hanno estinto quelli che sono di importo complessivamente pari o superiore ai 5mila euro.

Anna Peluso

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