Economia

Occhio ai lavori che fai in casa: potresti ricevere una multa che supera i 4mila euro

Occhi bene aperti quando si parla di lavori da svolgere in casa: in alcuni casi, si può incappare in sanzioni salate. Vediamo cosa dice il regolamento.

Lavori in casa: quando fanno la multa (Codiciateco.it)

Che sia per adeguamento energetico, per necessità personali o per cavalcare l’onda e sfruttare le agevolazioni economiche messe a disposizione dal governo, in tanti hanno scelto questo periodo per ristrutturare casa. Tuttavia, è bene sapere che se non risulta tutto in regola, si rischia di andare incontro ad una perdita considerevole di denaro.

In particolar modo, esiste una certificazione che deve essere posseduta e aggiornata per evitare problemi con le autorità. Oltretutto, è obbligatoria se si vuole avere accesso a determinate detrazioni fiscali. Entriamo nei dettagli e capiamone qualcosa in più.

Lavori a casa, occhio a possedere questa certificazione

Se fai i lavori in casa, occhio a questa certificazione (Codiciateco.it)

Talvolta, chi si occupa della supervisione dei cantieri effettua dei controlli tanto in ambito pubblico quanto privato, ma non è concessa alcuna detrazione fiscale a chi non risulta in regola. Le autorità hanno l’obbligo di certificare la congruità della manodopera, ossia l’incidenza del lavoro sul costo complessivo dell’opera. Se questa congruità non viene accertata, scattano le sanzioni, così come previsto dal decreto Pnrr, pubblicato lo scorso 30 aprile sulla Gazzetta Ufficiale.

Il documento di congruità va a specificare quanto incida il costo della manodopera sull’intervento realizzato. Prende in considerazione aspetti fondamentali dichiarati dall’impresa edile che si è fatta carico dei lavori, quali il valore complessivo dell’opera, il valore dei lavori edili effettuali, la committenza ed eventuali imprese appaltatrici e sub-affidatarie.

Questo passaggio è stato reso obbligatorio per contrastare il lavoro in nero, ancora molto diffuso nel settore edile e per smascherare tutte le imprese che spendono meno di quanto dovrebbero per sostenere quei lavori specifici, facendo così concorrenza sleale ad altri cantieri. Con il Decreto del 1° maggio è stato stabilito che sia cantieri pubblici che privati devono possedere la dichiarazione di congruità su lavori il cui valore supera i 70 mila euro. Le famiglie ne trarranno un vantaggio in quanto è considerata uno degli step per avere accesso ai bonus edilizi. Chi non avrà questo documento, si vedrà addebitata una sanzione che va dai 1000 fino ai 5000 euro. 

Emanuela Toparelli

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