Economia

L’Agenzia delle Entrate ha pignorato il mio conto corrente: per quanto sarà bloccato?

Se l’Agenzia delle Entrate ha pignorato il tuo conto corrente o sei a rischio pignoramento, è lecito che ti interroghi sulle sue tempistiche e la sua durata. 

Conto corrente pignorato dall’Agenzia delle Entrate (Codiciateco.it)

Capiamo come funziona il pignoramento del conto corrente da parte dell’Agenzia delle Entrate, quali sono i limiti e quando scatta il recupero dei “crediti pendenti”. Al contrario delle modalità richieste ad un privato, l’Agenzia delle Entrate può avanzare un pignoramento alla banca anche senza dover attendere l’autorizzazione di un giudice.

Sia l’istituto bancario che il debitore ricevono una notifica del pignoramento e l’Ente addetto alla riscossione procede con l’esproprio della somma pignorata. A questo punto, solo il debitore può evitare il blocco delle quote presenti sul conto corrente, provvedendo a versare quanto dovuto al creditore. E’ bene ricordare che tali vicende sono complesse e richiedono l’aiuto e l’assistenza di un libero professionista esperto del settore, al fine di evitare di commettere degli errori nella compilazione delle procedure necessarie.

Conto corrente pignorato, quando riavrò i miei soldi?

Quanto resta bloccato un conto pignorato? (Codiciateco.it)

L’Agenzia delle Entrate ha certamente dei vantaggi in fatto di rapidità e tempistiche per un pignoramento. Tuttavia, deve rispettare dei limiti economici diversi da quelli che la legislazione nazionale prevede: quando l’importo è più basso di 2500 euro, può essere pignorato solo 1/10 dello stipendio; con un importo inferiore a 5000 euro, il limite sale a 1/7, quando supera i 5000 euro, la parte pignorabile è 1/5. Ancora, sono vietati i pignoramenti su conti correnti dove vengono accreditati fondi derivati da accompagnamento per disabili, pensioni di invalidità e rendite da assicurazioni sulla vita.

Dal momento in cui avviene il blocco, il debitore ha solamente 60 giorni di tempo per decidere di intraprendere una delle due scelte messe a disposizione: la prima è il saldo totale del debito per uscirne chiariti e puliti, la seconda consiste nel chiedere la rateizzazione del debito. In questo secondo caso, il conto viene già sbloccato dopo il pagamento della prima rata e può considerarsi una soluzione per mitigare le conseguenze del debito sulla propria persona e il proprio stile di vita. Vedi anche come funziona il pignoramento presso terzi. 

Emanuela Toparelli

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