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ISEE, nel calcolo devo includere la PostePay?

Può capitare di dover avviare le pratiche per il calcolo dell’ISEE: ma quali dati bisogna considerare? Capiamo, ad esempio, se devono essere incluse anche le PostePay e cosa succede qualora non lo si facesse. 

E’ necessario includere la PostePay nell’ISEE? (Codiciateco.it)

PostePay e PostePay Evolution devono essere inserite nell’ISEE? Se stai preparando la documentazione necessaria ai fini del calcolo dell’ISEE e sei titolare di un conto PostePay, è probabile che tu ti stia chiedendo se è veramente necessario dichiarare anche le prepagate e cosa può succedere se le ometti. Ebbene, la regolamentazione in merito parla chiaro.

Quando si presenta una Dsu con dei dati mancanti, si rischia di incappare nell’accusa di dichiarazione del falso. Questo comporterebbe la perdita di eventuali agevolazioni e l’obbligo di restituire delle somme già ricevute e non spettanti. E’ bene tenere presente che, quando si inseriscono i rapporti finanziari sull’ISEE, non c’è niente che sia possibile tenere nascosto al Fisco. Quest’ultimo ha l’accesso all’anagrafe tributaria, dunque può venire in possesso di ogni dato e rapporto finanziario del cittadino. Il Fisco è dunque al corrente della presenza di carte prepagate a proprio nome. Ma cos’è previsto se le carte sono pressoché vuote e vengono utilizzare per acquisti online o movimenti sporadici?

Carte Postepay e PostePay Evolution: vanno inserite nell’ISEE?

ISEE, vanno inserite anche le PostePay? (Codiciateco.it)

E’ sbagliato il pensiero che una carta prepagata non debba essere inserita nel patrimonio mobiliare ai fini ISEE. Bisogna riportare i saldi tanto di PostePay Evolution che di PostePay tradizionale, anche se quest’ultima non è dotata di Iban. Per inserire le prime, va utilizzato il codice 01 nella sezione dedicata ai conti correnti. Le seconde, invece, vanno inserite con il codice 99 che riguarda altri strumenti e rapporti finanziari.

Per quanto riguarda le PostePay Evolution, equiparabili a qualsiasi altro conto corrente, nella Dsu deve essere inserito non solo il saldo al 31 dicembre 2022 (per l’Isee 2024), ma anche la giacenza media annuale. In quanto alla PostePay classica, basterà il saldo alla fine dell’anno. Vanno inserite anche quando contano un saldo pari a zero o in negativo. Qualora questi dati non venissero menzionati, il Fisco potrebbe finire con l’invalidare la certificazione dichiarandola difforme o mancante di dati e il sistema segnalerebbe un’anomalia legata alla Dsu presentata. Segui questa guida per capire passo passo come compilare l’ISEE. 

Emanuela Toparelli

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