Se la mia casa viene ipotecata, ma pago una parte del debito, l’ipoteca può essermi tolta? Facciamo chiarezza in merito.
Quando un debito supera i 20.000 euro, con cartelle esattoriali già notificate ma non saldate, l’Agenzia delle Entrate Riscossione può iscrivere un’ipoteca sui beni immobili del debitore per un valore uguale al doppio del debito stesso. La legge consente anche l’ipoteca sulla prima casa, sebbene non sia possibile procedere con il pignoramento. Qualora ci si trovasse in una situazione simile, è lecito chiedersi come poter togliere l’ipoteca: pagare il debito può essere una soluzione?
Esattamente un mese prima che avvenga l’ipoteca, l’Agenzia delle Entrate Riscossione è tenuta ad inviare un preavviso al contribuente per dargli l’opportunità di evitare una misura così drastica, pagando o chiedendo la rateizzazione del debito. Il preavviso dovrà essere inviato al debitore con le stesse modalità della cartella esattoriale, quindi tramite raccomandata a/r, consegna a mano, via Pec. Senza questa comunicazione, l’ipoteca sarà da considerarsi illegittima. Il preavviso dell’ipoteca va ad interrompere automaticamente i termini di prescrizione e li fa decorrere nuovamente dall’inizio.
Chiariamo innanzitutto che l’ipoteca della casa non equivale al suo pignoramento: l’ipoteca ha lo scopo di far sì che il creditore possa pignorare il bene anche qualora venisse venduto o ceduto a terzi; permette al creditore di soddisfarsi con il ricavato della vendita all’asta. Questo significa che un immobile, pur essendo ipotecato, potrà essere utilizzato, venduto, messo in affitto ecc.
Al contrario, il pignoramento è lo step successivo all’ipoteca e richiede l’avvio di una procedura da parte del creditore con l’obiettivo di mettere all’asta il bene per poter riscuotere la sua parte. Vige comunque il divieto di pignorare l’unico bene immobile posseduto dal debitore. Il pignoramento non è altresì consentito qualora il valore del debito o del patrimonio del debitore siano più bassi di 120.000 euro. Inoltre, il creditore può procedere con un pignoramento solo dopo un minimo di 6 mesi dall’iscrizione dell’ipoteca. Vedi anche se in caso di pignoramento è possibile continuare a vivere nell’immobile.
Venendo al dunque, la legge dichiara solamente che un’ipoteca può essere messa in atto per debiti superiori a 20.000 euro. Non viene menzionata la via d’uscita: non c’è nulla di specificato riguardo lo scendere dell’importo dovuto al di sotto dei 20.000 euro, in seguito a rottamazioni, condoni, ricorsi o pagamenti parziali del debito. Secondo alcuni Tribunali, l’ipoteca potrebbe venire cancellata. La Commissione Tributaria Provinciale di Pisa, infatti, con la sentenza 99/2/2020, ha dichiarato illegittima l’ipoteca se il contribuente riduce il debito al di sotto della soglia stabilita di 20.000€.
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