Per gli invalidi civili dal 34% al 66% ci sono tante agevolazioni, ma pochi lo sanno. Ecco a cosa ha diritto chi ha questo punteggio.
E’ invalido civile un cittadino che è stato riconosciuto tale da una commissione medica e che ha ottenuto l’attribuzione di un punteggio, che accerta la sua minorazione dal punto di vista lavorativo e sociale. In base alla percentuale ottenuta, l’invalido ha diritto a una serie di agevolazioni sanitarie, lavorative e via dicendo. Chi ha percentuali alte di invalidità civile, ovvero dal 74% ha diritto alla pensione.
Molti ritengono che bisogna avere percentuali alte di invalidità civile per ottenere tutte le agevolazioni dal punto di vista lavorativo, sanitario eccetera. Ma non è così. Anche gli invalidi dal 34% al 66% possono ottenere tantissime agevolazioni e sono molte di più di quelle che si pensa. Non tutti lo sanno e tante persone riconosciute invalide civili non utilizzano tutti i benefici rivolti alle categorie che rientrano in questi punteggi.
In questo articolo esaminiamo tutte le agevolazioni a cui hanno diritto le persone riconosciute invalidi civili al 34% al 66%. Se volete ottenere il riconoscimento dovete presentare una domanda all’INPS, unitamente alla certificazione medica in modalità telematica. In primis bisogna recarsi da un medico curante alla compilazione online del certificato medico che attesta la patologia. Alla presentazione della domanda all’Inps seguirà l’esame della commissione medica.
Chi è stato riconosciuto invalido tra il 34% e il 66%, ha diritto a differenti agevolazioni che spesso vengono ignorate da chi appartiene a questa categoria. Già dal 34% una persona è riconosciuta invalida per legge, dunque si ha diritto alla concessione gratuita di protesi e ausili medici limitati dal tipo di malattia; all’iscrizione al collocamento mirato dei disabili e al congedo straordinario per cure (previsto dal CCNL). Dal 46% in poi può essere iscritto alle liste di collocamento mirato, che garantisce delle vie preferenziali per le assunzioni. Un vantaggio non da poco in un periodo difficile come quello che stiamo attraversando.
Dal 50% in poi sono previsti 30 giorni di assenza dal lavoro per cure retribuite come assenze per malattia (nel privato), giustificati da apposita documentazione medica, che attesta che la cura è attinente all’invalidità e che necessiti intervento medico e non prestazioni terapeutiche. Inoltre, i primi 3 giorni sono retribuiti interamente. Chi rientra in questa percentuale non ha diritto ad alcun beneficio economico, come la pensione o l’assegno, ottenibile dal 74% in poi.
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