Economia

In quali casi la pensione può essere revocata?

Bisogna presetaremolta attenzione ai lavoretti che si fanno mentre si percepisce la pensione, anche se esigui

Un pensionato altoatesino, beneficiario del sistema Quota 100, si è ritrovato in una situazione difficile dopo aver accettato un ruolo come comparsa nel film “Io trafficante di Virus”. Nonostante l’esiguo compenso di 77 euro netti per una singola giornata di lavoro, ha subito la sospensione della pensione per i restanti 5 mesi dell’anno e la richiesta di restituire circa 19.000 euro, corrispondenti alle mensilità già percepite.

Una vicenda simile ha coinvolto un lavoratore veneto, anch’egli in pensione con Quota 100, il cui assegno pensionistico è stato sospeso e deve restituire 12.000 euro all’INPS per aver accettato lavori occasionali tramite contratti a chiamata.

Questa brusca sospensione della pensione è dovuta alle restrizioni imposte dalle misure di pre-pensionamento, come Quota 100, 102 e 103. Tali normative stabiliscono che coloro che scelgono di andare in pensione in anticipo non possono accumulare la pensione con alcun reddito da lavoro dipendente, tranne eventuali guadagni derivanti da lavoro autonomo occasionale, limitati a 5.000 euro lordi annui.

L’INPS applica questa regola senza eccezioni, indipendentemente dall’entità dei guadagni. Se un pensionato, nel corso dell’anno in cui percepisce la pensione, svolge anche un lavoro dipendente con uno stipendio minimo, la pensione viene sospesa per l’intero anno in cui si è guadagnato un reddito extra. Questa restrizione permane fino al raggiungimento dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia, ossia fino al compimento dei 67 anni. Solo in quel momento la legge consente il cumulo tra redditi lavorativi e pensione.

Immagine | unsplash @cartist – codiciateco.it

 

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 234 del 2022, ha confermato la legittimità di questa norma, ribadendo che il divieto di lavorare in modo subordinato, anche in modo intermittente, per coloro che accedono alla pensione attraverso misure di flessibilità come Quota 100, non viola i principi costituzionali. La Corte ha sostenuto che tale divieto rimane valido anche se si verifica una sproporzione tra i redditi da lavoro e i ratei di pensione da restituire.

Esiste una soluzione?

La soluzione al problema di perdere la pensione a causa di attività lavorative durante il periodo di pre-pensionamento in Italia dipende dalle leggi vigenti e dalle normative specifiche dell’INPS. La situazione potrebbe variare a seconda delle circostanze individuali e delle leggi in vigore.

Tuttavia, alcune possibili soluzioni o considerazioni generali potrebbero includere:

Consulenza legale: In situazioni complesse come questa, è consigliabile consultare un avvocato specializzato in diritto previdenziale. Un professionista potrebbe aiutare a valutare la situazione specifica, fornire consigli legali e guidare attraverso le procedure necessarie.

Ricorso all’INPS: Se un pensionato si trova nella situazione di aver perso la pensione a causa di un’attività lavorativa, potrebbe essere utile presentare un ricorso all’INPS. Un avvocato specializzato può supportare il pensionato nel presentare il ricorso e nel difendere i propri interessi.

Conoscenza delle regole: È essenziale che i pensionati siano consapevoli delle regole e delle restrizioni legate alle pensioni durante il periodo di pre-pensionamento. Firmare documenti che attestino la consapevolezza di queste regole potrebbe essere richiesto, ed è importante essere informati sulle condizioni della propria pensione.

Aggiornamenti normativi: Monitorare gli aggiornamenti normativi e le sentenze della Corte Costituzionale può essere utile. Le leggi possono cambiare nel tempo, e eventuali cambiamenti potrebbero influenzare la situazione di coloro che sono in pre-pensionamento.

Ricerca di soluzioni alternative: Nel caso in cui le normative non consentano alcuna flessibilità, potrebbe essere utile cercare soluzioni alternative, come forme di lavoro autonomo che rispettino le limitazioni normative.

Questa situazione mette in evidenza la rigidità delle regole previdenziali italiane per i pensionati precoci, che, nonostante desiderino contribuire con piccoli guadagni occasionali, si trovano ad affrontare la perdita totale della pensione e la richiesta di restituzione di somme significative. La complessità normativa e la mancanza di flessibilità possono mettere i pensionati in una posizione difficile, creando sfide finanziarie e riducendo l’opportunità di contribuire alla società in modi limitati ma significativi.

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Alessia Manoli

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