Economia

Importi più alti ora con assegno di inclusione o prima con RdC?

A fine 2023 il RdC è stato sospeso e a partire da gennaio è subentrato l’Assegno di Inclusione: gli importi sono più alti ora o prima?

Carta di Inclusione (Codiciateco.it)

L’Assegno di Inclusione è la misura economica di sostegno ai nuclei familiari con redditi bassi introdotta dal governo Meloni in sostituzione del vecchio Reddito di Cittadinanza. Quest’ultimo al termine del 2023 è infatti decaduto e a partire da gennaio 2024 si è “trasformato” nell’Assegno di Inclusione (ADI), di cui sono già stati erogati i primi pagamenti.

L’ADI, in effetti, è una misura simile al RdC in molti aspetti ma destinata a un bacino di utenti molto ridotto rispetto a quello del Reddito. In particolare l’Assegno di Inclusione è destinato a tutte le famiglie con reddito inferiore a 6mila euro annui. Tale cifra può aumentare ad alcune condizioni, ad esempio in presenza di disabili nel nucleo familiare.

Assegno di Inclusione: importi più alti rispetto alla media del RdC

Carta di credito (Codiciateco.it)

I versamenti dell’Assegno di Inclusione sono stati effettuati a partire dal 26 gennaio sulla cosiddetta Carta di Inclusione (ritirabile negli uffici postali presentando un documento di riconoscimento e il proprio codice fiscale). Secondo quanto affermato dal Primo Ministro Giorgia Meloni, i versamenti sono in media più alti di quelli del Reddito di Cittadinanza.

Volendo parlare con i numeri alla mano, la media del RdC era di 563,58 euro, mentre per l’ADI si parla di 635 euro al mese. Lo scorso 24 gennaio, durante un question time, Giorgia Meloni ha risposto ad alcune domande in merito all’ADI. Sappiamo dunque che sono ben 600mila le famiglie che ne hanno fatto richiesta a dicembre 2023, cui si sommeranno quelle che presenteranno la domanda nei prossimi mesi.

ADI: verifiche mensili sui requisiti

L’Assegno di Inclusione viene versato previe verifiche mensili dei requisiti da parte dell’INPS, per un massimo di 18 mesi consecutivi. A questi 18 mesi se ne possono sommare ulteriori 12, a patto che intercorra un mese di pausa tra la prima e la seconda fase di pagamento. Gestire il contributo nel modo corretto di mese in mese assicura di non vederlo sospeso o revocato.

È dunque buona norma informarsi sui tipi di pagamento che si possono effettuare con la carta e sulle modalità di utilizzo. Prestare la Carta di Inclusione a terzi, ad esempio, non è possibile, così come comprare sigarette o altri articoli di tabaccheria. Sul sito di Poste.it è disponibile l’elenco completo delle spese vietate.

Martina Di Paolantonio

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