Lavoro

“Ho più di 60 anni e percepisco l’ADI, sono obbligato a lavorare?” scopriamo cosa dice la legge

Anche dopo i 60 anni di età è obbligatorio lavorare pur percependo l’Assegno di Inclusione? Facciamo chiarezza su quanto stabilito dalla legge. 

ADI, se si percepisce a 60 anni c’è l’obbligo di lavorare? (Codiciateco.it)

L’Assegno di Inclusione (ADI), può essere percepito da persone over 60, famiglie con minorenni a carico, disabili, donne vittime di violenza e soggetti che vivono condizioni di svantaggio economico. Normalmente, i percettori hanno l’obbligo di collaborare con i centri per l’impiego accettando le proposte lavorative che vengono sottoposte.

Si tratta del Patto di inclusione sociale, ossia un progetto che mira ad eliminare le cause alla base della condizione di povertà di un individuo. Per ogni individuo viene organizzato un percorso personalizzato di inclusione sociale. Vediamo chi può ritenersi escluso dall’obbligo di prendervi parte.

ADI e over 60: c’è l’obbligo di lavoro?

ADI e 60 anni: cosa dice la legge (Codiciateco.it)

I soggetti che hanno l’obbligo di firmare il Patto di inclusione sociale, pena lo stop del versamento del sussidio economico, sono quelli di età compresa tra i 18 e i 59 anni, anche se genitori purché senza carico di cura. Sono esonerati coloro che hanno a carico almeno 1 figlio fino a tre anni d’età, figli o componenti della famiglia disabili, almeno 3 figli minorenni.

Non possono aderire minori di 18 anni, persone già occupate, coloro che frequentano un regolare corso di studi, chi beneficia della pensione di cittadinanza, i titolari di pensione diretta, le persone con età pari o superiore a 65 anni, chi è affetto da disabilità come definito ai sensi della Legge 104.

Al contrario, l’adesione al Patto di inclusione sociale è volontaria nel caso dei percettori che hanno già compiuto 60 anni d’età, nel caso dei disabili o di donne vittime di violenza. Coloro che contano più di 60 anni, non sono ritenuti soggetti occupabili, tuttavia possono essere in grado di prendere parte alle politiche attive del territorio se desiderano trovare un impiego e le condizioni di salute sono favorevoli. Nonostante la natura volontaria dell’azione, in questo caso è necessario comunque firmare il Patto per l’inclusione sociale. Se hai sottoscritto il Patto, consulta anche questa pagina per sapere dopo quanto tempo dovrai aspettarti le prime offerte di lavoro.

Emanuela Toparelli

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