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Frode in commercio, in cosa consiste il reato imputato a Chiara Ferragni e cosa rischia davvero l’imprenditrice

Chiara Ferragni rischia la condanna per frode in commercio: sveliamo i dettagli del reato e le pesanti implicazioni.

Scosso da una tempesta legale, l’impero digitale di Chiara Ferragni è ora al centro dell’attenzione di quattro Procure nazionali dislocate a Milano, Cuneo, Prato e Trento. Il palcoscenico di questa drammatica situazione si è formato a seguito di esposti per truffa aggravata presentati dal Codacons in ben 104 province italiane, in relazione ai discutibili benefici legati ai pandori Balocco, dopo l’imponente multa inflitta dall’Antitrust per “pratica commerciale scorretta”.

Frode in commercio: il puzzle legale che circonda Chiara Ferragni (credit Ansa) – Codiciateco.it

Le indagini sono ancora in fase “esplorativa”, un’indagine senza volti né reati precisi. Ma se la trama dovesse dipanarsi nello stesso modo in tutte le province coinvolte, potremmo assistere a un unico procedimento, con Milano in pole position sotto la guida del procuratore Eugenio Fusco. Qui risiedono le società incriminate e la stessa Ferragni, la cui colpa potrebbe risolversi nell‘accusa di frode in commercio. Un’ipotesi pesante, ma quanto è realistica?

Cosa Rischia Chiara Ferragni?

Il reato di frode in commercio, in parole semplici, protegge l’acquirente dall’incubo di ricevere un prodotto diverso da quello pubblicizzato. Un gioco pericoloso, dato che potrebbe far balzare Chiara Ferragni in un processo che rischia due anni di reclusione o una multa considerevole, a meno che non stiamo parlando di gioielli preziosi. La Procura milanese ha aperto il sipario su un fascicolo “conoscitivo”. Ma cosa serve per trasformarlo in una vera indagine? Gli inquirenti dovranno scrutare attentamente se la vendita dei pandori Balocco, già nel mirino dell’Antitrust, può essere considerata anche frode in commercio.

Chiara Ferragni e la frode in commercio (credit Ansa) – Codiciateco.it

In particolare, si indagherà sul coinvolgimento di Chiara Ferragni e delle società al suo servizio nella decisione di collegare la vendita dei dolci marchiati Ferragni a una donazione di Balocco, che sembra essere stata già effettuata autonomamente. Una storia intricata, che potrebbe portare Ferragni a testimoniare presto. Se le prove emergessero, Ferragni potrebbe trovarsi di fronte all’accusa di frode in commercio. Ma, nonostante la commercializzazione ingannevole dei pandori, sembra che si stia ancora parlando di pandori, senza la vendita di un bene completamente diverso da quanto dichiarato.

Quanto alle accuse di truffa aggravata sollevate dalle associazioni dei consumatori, sembrano in piedi? Al momento sembra di no. La truffa richiede che l’acquirente sia ingannato attraverso artifici e raggiri, ma qui la questione è se gli acquirenti abbiano comprato i pandori esclusivamente per beneficenza, un aspetto difficile da dimostrare. La frode in commercio, al contrario, non richiede inganni elaborati, ma si basa sulla consegna di un bene diverso da quanto promesso. In sostanza, un’ipotesi teoricamente più probabile, ma comunque difficile da dimostrare nella pratica.

Veronica Iezza

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