Frigorifero o TV rotta, scopriamo se l’Assegno di inclusione è utilizzabile per comprare degli elettrodomestici nuovi.
Come noto l’Assegno di Inclusione (ADI) è un contributo erogato mensilmente per le famiglie in condizioni di disagio economico e sociale. I beneficiari devono possedere dei particolari requisiti reddituale, patrimoniale e anagrafico, documentati dall’ISEE e partecipare a politiche attive del lavoro secondo quanto indicato dalla norma.
L’importo del beneficio caricato ogni mese su una carta elettronica che deve essere utilizzata per gli acquisti e per dei prelievi nei termini e limiti consentiti. Ma quali sono i beni che possono essere comprati con l’Assegno di Inclusione? Si tratta di una domanda non banale. Infatti esiste una precisa prescrizione riguardo le spese vietate con l’importo dell’ADI, come indicato dal legislatore.
La norma non prevede direttamente che cosa è acquistabile con il beneficio erogato. Ma indica chiaramente che cosa non è consentito comprare. L’elenco è lungo e comprende beni e servizi. Si va dai giochi pirotecnici agli articoli di pellicceria e gioielleria; dalle sigarette, anche elettroniche e dai derivati del fumo ai giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità. Non sono consentiti inoltre acquisti online o all’estero.
Nell’elenco dei beni e servizi vietati quindi non compaiono elettrodomestici come frigoriferi o apparecchi televisivi. Quindi gli importi dell’Assegno di Inclusione possono essere usati per spese di questo genere direttamente con la carta o con i contanti prelevati. Questa precisazione è utile perché chiarisce alcuni punti delicati.
Non c’è, come per altre prestazioni e misure di sostegno, pensiamo alla social card “Dedicata a te”, un elenco dettagliato degli acquisti ammessi, un’indicazione di quello che è consentito. Ma al contrario un elenco dei beni e servizi incompatibili con il contributo erogato. Questo può servire a pagare le bollette e le utenze domestiche, i beni e i servizi per la famiglia, i prodotti farmaceutici e quelli alimentari, l’affitto di casa e via di seguito.
D’altra parte anche la possibilità del prelievo nei termini indicati è pensato anche per piccole spese e acquisti di beni di prima necessità. A questo proposito si deve ricordare che esiste un limite al prelievo mensile in contanti dalla somma caricata. Il denaro può essere ritirato presso gli sportelli automatici (ATM) nel limite massimo di 100 euro, moltiplicato per il parametro della scala di equivalenza.
Parametro che riflette la composizione anagrafica del nucleo familiare beneficiario. Per esempio una famiglia composta da due adulti e un bambino di otto anni ha un parametro della scala di equivalenza pari a 1,15. Questa cifra ci ottiene con 1 valore per il nucleo familiare beneficiario più 0,15 per il minore. I 100 euro si moltiplicano così con 1,15. Il risultato 115 euro è la somma che questa famiglia può prelevare mensilmente dalla carta di inclusione.
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