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Eredità, non c’è alcuna possibilità di poter escludere il coniuge: perché

La legge non ammette eccezioni: non esiste alcuna possibilità di poter tagliar fuori il coniuge dall’eredità. Vediamo cos’è stabilito. 

Escludere il coniuge dall’eredità (Codiciateco.it)

Stando a quanto stabilito dall’articolo 536 del Codice Civile, attraverso il matrimonio, il coniuge ottiene lo status di legittimario che gli permetterà di rivendicare la quota di legge. Prendiamo ad esempio la situazione di un uomo divorziato con un figlio. Nel caso di secondo matrimonio, la volontà di poter garantire al figlio l’accesso completo all’eredità in caso di morte, non viene esaudita dalla legge, in quanto anche la nuova moglie rientrerebbe obbligatoriamente nell’asse ereditario.

Non sembra esserci soluzione a riguardo: l’ordinamento vieta qualunque atto di rinuncia ai diritti che spettano su una successione non ancora aperta (“divieto dei patti successori”, stabilito dall’articolo 458 del Codice Civile).

Coniuge escluso dall’eredità: c’è un modo per permetterlo?

Coniuge escluso dall’eredità: è possibile? (Codiciateco.it)

Nonostante non vi siano buoni rapporti con il testatore, non c’è nulla da temere se si rientra nella classe degli eredi legittimari: un testamento non può escludere del tutto questa categoria di persone. Parliamo di:

  • coniugi superstiti, anche se separati (ma non ancora divorziati). A loro spetta la metà del patrimonio, il quale si riduce ad un terzo con la presenza di un figlio o a un quarto se ci sono più figli;
  • figlio unico o suoi discendenti, ai quali spetta la metà del patrimonio se non vi è alcun coniuge superstite o due terzi da dividersi in parti uguali se i figli sono almeno due;
  • ascendenti (genitori, nonni e bisnonni), ai quali spetta un terzo del patrimonio o un quarto se è presente un coniuge superstite.

Un soggetto che appartiene ad una delle categorie menzionate non può essere escluso dall’atto successorio. Qualsiasi altro parente può essere escluso dall’eredità: sorelle e fratelli, nipoti, cugini ecc. Per dichiararne l’esclusione, sarà sufficiente indicare le proprie disposizioni all’interno del testamento, specificando la propria volontà a non rendere determinati soggetti beneficiari della destinazione patrimoniale. Non esistono delle specifiche formule da utilizzare all’interno del testamento, pertanto il testatore può esprimersi come preferisce, purché le volontà risultino chiare e univoche, escludendo possibili interpretazioni che condurrebbero a mettere in discussione quanto scelto. Al contrario, vedi come viene suddivisa l’eredità in assenza del testamento.

Emanuela Toparelli

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