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Eredità, l’errore che commettono in molti e che ha serie conseguenze

C’è un errore molto frequente che si commette quando si dispone un testamento; è importante sapere cosa si può e non si può fare per evitare problemi futuri agli eredi.

La funzione testamentaria è regolata da leggi ben precise che è bene conoscere anche superficialmente (CodiciAteco.it)

Quando si hanno beni e si ha la possibilità di lasciarli ai propri eredi è del tutto normale pensare di poterne disporre come si vuole di quello che si è costruito e accumulato nel corso della vita. Il punto però è che in Italia la successione è scandita da regole ben precise che non sempre permettono di fare quello che vogliamo con i nostri beni o, per meglio dire, la legge va a tutelare quante più soggetti potenzialmente coinvolti nel testamento.

Certo non si può star qui a dire di dover conoscere per filo e per segno cosa dice la legge in merito alla stesura testamentaria, anche perché si dovrebbe andare di deduzione, però sarebbe bene sapere anche solo superficialmente quelli che sono i concetti base sanciti dalle legge, in modo da poter redigere in piena sicurezza e correttamente un testamento ed evitare problemi in futuro.

Come scrivere un testamento, quello da sapere e gli errori da evitare

L’errore da evitare quando si scrive un testamento (CodiciAteco.it)

L’errore principale da evitare quando si scrive un testamento è proprio quello che si riportava pocanzi ovvero l’idea di poter decidere a chi lasciare cosa escludendo qualcun altro. Questo perché il codice italiano regola con leggi molto severe l’eredità e tutela in particolare gli eredi legittimi -su cosa si indica per eredi legittimi e cosa spetta loro ne abbiamo parlato approfonditamente in precedenza-; in altre parole a coniugi e figli spetta sempre una quota dell’eredità indipendentemente dal tipo di intercorre tra il testamentario e l’erede, e quindi anche se parliamo, ad esempio, di coniugi separati.

Volendo riassumere in punti salienti quello che c’è da sapere, potremmo dire che:

  • se il defunto ha un coniuge e un figlio questi dividono l’eredità in parti uguali;
  • se invece si presenta la situazione in cui il defunto lascia un coniuge con più figli allora 2/3 dell’eredità sono da dividere tra i figli e il restante va al coniuge;
  • qualora ci siano solo figli e fratelli allora gli eredi divideranno l’eredità in parti uguali;
  • infine, se il defunto lascia coniuge, fratelli e genitori allora al primo andranno i 2/3 dell’eredità mentre fratelli e genitori dovranno dividere in parti uguali la restante parte.

Queste sono le linee guida che permettono la divisione dell’eredità in caso di mancanza di testamento. Allo stesso modo però questi punti permettono anche di capire in che modo si può effettivamente disporre la propria eredità.

Come disporre dell’eredità

Quella definita nei quattro punti precedenti è conosciuta in giurisprudenza come quota legittima ed è garantita sempre agli eredi legittimari. Per questo motivo se si decide di lasciare un testamento è bene che non si può toccare la quota minima destinata agli eredi legittimi. Ma quali sono queste quote minime?

La legge in questo senso dice che:

  • in caso di un coniuge e un figlio, l’eredità spetta per 1/3 ciascuno;
  • se c’è un coniuge con più figli allora 1/4 spetta al coniuge e 1/2 ai figli;
  • figlio unico 1/2 del patrimonio;
  • più figli e nessun coniuge 2/3 del patrimonio.

In parole più semplici questo vuol dire che si può disporre della come si vuole della propria eredità sono nella parte eccedente alle quote minime destinate agli eredi legittimi. Portando un esempio concreto: un genitore che un solo figlio e lascia un testamento deve considerare che metà del suo patrimonio andrà obbligatoriamente al figlio, mentre potrà lasciare a chi vuole l’altra metà.

Anna Peluso

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