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Debiti con INPS e Agenzia delle Entrate, quali beni vengono pignorati per primi

Chi ha debiti con L’INPS o l’Agenzia delle Entrate rischia il pignoramento dei beni: quali vengono prelevati per primi dai creditori?

Pignoramento dei beni, quali vengono prelevati per primi? (Codiciateco.it)

Che cosa si intende con il termine pignoramento? Esso fa riferimento a una procedura di espropriazione forzata di beni di vario genere appartenenti a un soggetto, qualora quest’ultimo risulti debitore nei confronti dell’INPS, dell’Agenzia delle Entrate, del Comune o di enti pubblici generalmente intesi.

Tale procedura non scatta immediatamente quando un soggetto risulta debitore e anzi a volte possono volerci anni prima di arrivare al punto dell’espropriazione. Eppure, in alcuni casi, può succedere e spesso ci si chiede quali sono i beni che per primi possono essere prelevati dalle autorità.

Hai debiti con l’INPS o con gli enti pubblici? Attento al pignoramento

Documento dell’Agenzia delle Entrate (Codiciateco.it)

La risposta a questa domanda dipende dal tipo di debito che si è contratto. Poniamo ad esempio il caso che un soggetto risulti debitore all’Agenzia delle Entrate per mancato pagamento di cartelle esattoriali: in tal caso i primi beni a essere pignorati saranno stipendi o pensioni e conti correnti. Se invece il debito è relativo a sanzioni stradali non pagate, il pignoramento può riguardare il veicolo interessato e intestato al debitore.

Passiamo ora a esaminare un caso più grave: il pignoramento del proprio immobile. Questa evenienza si verifica quando un soggetto manca di pagare il proprio debito alla banca o altro ente che ha concesso il mutuo per oltre 180 giorni continuativi. Vi è dunque una tolleranza di 6 mesi, dopo la quale la banca può chiedere la rescissione del contratto e far scattare il pignoramento dell’immobile.

Modalità e tempi del pignoramento di beni: cosa accade in Italia

Anche in questo ultimo caso, però, il procedimento di pignoramento può essere molto lungo e articolato in varie fasi. Innanzitutto si parte con un avviso di pagamento e solo se il debitore non provvede a saldarlo entro 60 giorni scatta la procedura di invio di cartelle esattoriali. Queste ultime possono essere liquidate entro 1 anno, trascorso il quale il creditore notifica l’atto di precetto, da saldare entro 10 giorni.

Solo a questo punto, qualora il debitore non paghi il proprio debito, iniziano a decorrere i 180 giorni dopo i quali potrebbe prendere avvio effettivo il pignoramento. In tal modo sono trascorsi 2 anni dal primo avviso di pagamento, ma considerando le lungaggini del nostro sistema burocratico, tali tempi potrebbero allungarsi ancora di più.

Martina Di Paolantonio

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