Cartelle esattoriali, guai a non pagarle soprattutto se di una cifra elevate: il molti casi può scattare il pignoramento della prima casa. Ecco quando può accadere e quando no
Avere casa di proprietà è un sogno comune. C’è chi ha la fortuna di ereditarla da un genitore o nonno e chi invece, come solitamente accade, per realizzare tale desiderio deve passare attraverso il famigerato mutuo. Un passaggio cruciale ma piuttosto faticoso per raggiungere tale obiettivo. E purtroppo non è alla portata di tutti, almeno non sempre. Serve infatti un lauto anticipo da versare alla banca per poter accedere al credito ma ancor prima sono necessarie una serie di garanzie senza le quali, pur guadagnando bene, non è possibile avere la concessione.
La cifra che l’istituto versa è proporzionale alle possibilità economiche del richiedente e delle dimensioni dell’appartamento. Poi a quel punto si decide come procedere, ovvero per quanti anni pagare e come farlo. E’ chiaro che per una mera questione matematica più si allunga la durata e più la cifra si abbassa mensile, ma significa anche trascinarsi tale fardello per molto più tempo rispetto al necessario. Poi ci sono due tipi di mutuo, a tasso fisso o variabile: il primo riguarda una cifra precisa che non cambierà nel corso degli anni, ideale per chi vuole certezze e niente scherzi; il secondo invece parte da una base minima e può tanto aumentare quanto diminuire – quindi una sorta di ‘scommessa’ – in base alle oscillazioni dei mercati.
Immaginate adesso fare tutto questo e, per un mancato pagamento, rischiare di perdere tutto. Il pignoramento della casa è infatti nell’immaginario collettivo italiano uno dei peggiori incubi in assoluto, in quanto significa perdere verosimilmente tutto: deturpare un’eredità in alcuni casi oppure rovinando i propri sacrifici, mandando a fumo in ogni caso immensi sacrifici perdendo un immobile che rappresenta non solo il nido familiare ma anche una fonte di ricchezza per il presente e futuro. Ma quando può accadere una tale spiacevole circostanza?
Come previsto dalla legge italiana, chi riceve una cartella esattoriale e non paga non può subire il pignoramento della prima casa. E’ prevista una protezione per l’unico immobile residenziale.
Ci sono però delle eccezioni che annullerebbero tale circostanza, ovvero:
Se vi è anche solo una di queste condizioni, l’Agenzia delle Entrate può ipotecare l’appartamento o addirittura pignorarlo. Se il soggetto possiede dunque anche solo un garage, una cantina o un pezzo di terreno scatta la prima condizione che può portare l’ente di riscossione a mettere le mani sulla casa.
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