Lavoro

Datore di lavoro può trattenere lo stipendio: occhio può farlo in questo caso

Ci sono casi in cui il datore di lavoro trattiene lo stipendio perché glielo consente la legge ma purtroppo non mancano quelli illegali

Sottrazione di parte dello stipendio – codiciateco.it

La legge prevede che in alcuni casi il datore di lavoro possa riprendere parte dello stipendio. Non si riferiamo alla vergognosa e illegale pratica di farsi restituire in contanti dal lavoratore una quota versata legalmente sul conto, per eludere il Fisco e sottrarre soldi al lavoratore (che può denunciare per estorsione), ma quando il dipendente deve pagare una sanzione o risarcire un danno causato.

Trattenuta dello stipendio: quando è legale

Soldi bloccati dal pignoramento – codiciateco.it

L’ipotesi più frequente di trattenuta è quando un creditore del lavoratore pignora lo stipendio di quest’ultimo, come prevede il Codice di Procedura Civile. Il tutto inizia con la notifica di un atto all’azienda datrice di lavoro, a mezzo dell’ufficiale giudiziario quando c’è stata una condanna giudiziale. A quel punto, già dal mese successivo, il datore effettua la trattenuta sullo stipendio.

Come detto un’ipotesi frequente è quando il datore avvia un procedimento disciplinare nei confronti del dipendente pe violazione del contratto o ad esempio del codice di comportamento aziendale. Ma prima di fare ciò il datore deve avviare la procedura di contestazione nella quale il dipendente viene avvisato che nei suoi confronti c’è un addebito e che ha la possibilità di presentare delle memorie difensive.

C’è poi il risarcimento dei danni procurati dal lavoratore ma solo dopo che si è conclusa la causa civile con la quantificazione del danno da parte del giudice.

Altri ipotesi non poco frequente è quando l’azienda abbia computato l’assenza del dipendente a titolo di ferie anche oltre i giorni da questi maturati, chiedendo al dipendente il risarcimento in modo assolutamente illegittimo. Ciò che invece può fare il datore in caso di assenza ingiustificata è avviare la procedura di licenziamento per giusta causa.

La restituzione dello stipendio sotto minaccia del datore, per avere un illecito guadagno. Se il lavoratore non restituisce i soldi in contanti ottenuti via bonifico, il datore minaccia il licenziamento. È un chiaro caso di estorsione da parte del datore che il lavoratore può denunciare. Se il licenziamento avviene proprio perché il lavoratore a buon motivo si rifiuta di restituire i soldi, il giudice può annullare il licenziamento, ovviamente provando che questi non era dovuto a una giusta causa ma una minaccia del datore. Minaccia che gli può costare da 5 a 10 anni di galera.

 

Giuseppe Formisano

Recent Posts

Seda trionfa agli European Carton Excellence Awards 2026 con Da Vinci Clamshell, il packaging innovativo per il foodservice

«Un contenitore di carta che rivoluziona il modo di servire il cibo»: così Seda International…

8 ore ago

Stm punta sul Regno Unito: nuova espansione nel mercato inglese della meccanica

Il Regno Unito non è più solo un mercato da osservare da lontano per Stm.…

17 ore ago

Sanlorenzo e Swan: integrazione perfetta alla Rolex Swan Cup 2024 al Costa Smeralda Yacht Club

Il sole si riflette sulle onde tranquille di Porto Cervo, mentre l’adrenalina monta sulle banchine…

17 ore ago

iPhone 18 Pro Teardown: Come Apple ha Reso la Dynamic Island Più Compatta nel Nuovo Modello

Quando si parla di iPhone 18 Pro e Pro Max, l’occhio cade subito su un…

1 giorno ago

Nucleare in Italia: Edison mira al primo mini-reattore entro il 2035 con progetto europeo da miliardi

L’Europa si prepara a cambiare volto sul fronte dell’energia nucleare: dieci mini-reattori di nuova generazione…

1 giorno ago

Vivo X500 avvistato su Geekbench con 12 GB RAM: quale processore nasconde il nuovo smartphone?

Il 21 settembre Vivo alzerà il sipario sulla sua nuova serie X500, e l’attesa è…

2 giorni ago