Economia

Cosa rischi se hai partita iva non più utilizzata ma non più chiusa

La crisi economica ha spazzato via migliaia di Partita IVA, ma molte non sono state cancellate dall’elenco ufficiale dell’Anagrafe Tributaria. Ecco cosa rischiano

Partita IVA silente – (codiciateco.it)

Uno degli effetti peggiori, sul lato economico, della pandemia da coronavirus covid-19 e dello scoppio della guerra tra Russia e Ucraina è stato il crollo drastico delle Partita IVA. Basti pensare che solo nel 2020, l’anno di esordio della pandemia ne sono state chiuse circa 390.000. Per non tacere del fatto che a gennaio del 2022, dopo ventiquattro mesi di restrizioni e di riduzioni degli spazi di attività l’Italia aveva toccato il minimo storico con 4.800.000 posizioni attive.

Un dato che, per fortuna e per volontà di chi ha deciso di non arrendersi agli eventi negativi, tra i quali citiamo il clamoroso ritorno dell’inflazione a due cifre, è nel tempo nettamente migliorato tanto che alla fine del 2023 sono tornate leggermente sopra i 5 milioni. Un dato decisamente positivo ma che resta comunque inferiore alle attese e alle necessità. Soprattutto dopo l’introduzione del regime forfettario ed in particolare dopo la sua estensione ai redditi superiori agli 85.000 con tendenza nel prossimo periodo ad aumentare ai 100.000.

Quante sono le partita IVA inattive

Partita IVA cancellata – (codiciateco.it)

Un dato importante che sottende però un altro fenomeno strettamente connesso ai titolari di Partita IVA. Ovvero le scelte di coloro che decidono di mantenerla aperta anche in assenza di una reale e cospicua attività economica o meglio ancora per le attività prossime allo zero. Cosa succede in quei casi? Che rischi si corrono? Che azioni vanno intraprese?

La materia in realtà è complessa perché si intreccia tanto con le scelte personali, tenere la Partita IVA aperta in attesa di tempi migliori e di nuovi progetti imprenditoriali, quanto con le indicazioni del marcato e soprattutto dell’Agenzia per le Entrate.

Partita IVA silente, cosa si rischia

Ed è interessante, soprattutto nel secondo caso, capire che direzioni è stata presa. Ad esempio in pochi sanno che dopo tre anni di mancati incassi e di mancate dichiarazoni dei redditi la Partita IVA viene considerata silente. Ovvero non inattiva, se si va sul sito dell’Agenzia per le Entrate e si cerca il dato compare tutto, ma non operativa. Le chiusura d’ufficio in questi anni sono state ridotte di molto.

In quel caso se il titolare decide di farla ripartire non deve fare altro che dichiarare gli incassi e tornare ad elaborare i pagamenti relativi alle scadenza e a rispettare le formalità. L’alternativa è quella di chiuderla in via definitiva, non ci sono costi se non quelli relativi ai bolli o nel caso ci si rivolga ad un Centro di Assitenza Fiscale, la parcella per il servizio. Oltre alla comunicazione formale all’Anagrafe Tributaria

Giovanni Cardarello

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