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Controlli sulle pensioni ricevute indebitamente: chi dovrà restituirle

Le somme pensionistiche beneficiate senza diritto sono più di quanto si possa pensare: quando succede e come evitare problemi legali

Pensioni, quando è prevista la restituzione – codiciateco.it

Non è raro sentire che l’Inps chieda la restituzione di soldi. Somme erogate per un servizio a carico dell’ente di previdenza, come la pensione, ma che per uno determinato motivo devono essere restituite, per intere o in parte. Il fatto diventa un problema soprattutto se i soldi richiesti sono già stati spesi, magari anche perché dall’accredito sono passati mesi. In questi casi chi è il responsabile?

Restituzioni delle pensioni: cosa dicono le leggi

Concetto di legge – codiciateco.it

Per prima cosa bisogna ricordare che il calcolo degli assegni pensionistici trova nella correttezza delle informazioni fornite dallo stesso interessato una delle basi principali affinché la somma finale possa formarsi. Un’informazione sbagliata o incompleta è equiparata a un comportamento doloso con l’Inps che può richiedere la restituzione. La legge di riferimento è la 88/1989, in modo particolare l’articolo 52, secondo il quale è possibile rettificare le pensioni in ogni momento da parte degli enti previdenziali, se viene riscontrato un errore in sede di attribuzione, erogazione o riliquidazione della prestazione.

E se l’errore è stato commesso dall’ente di previdenza? L’articolo 13, comma 1, dalla legge 412/1991 stabilisce l’obbligo di restituzione degli importi anche in casi del genere, come come se all’ente è stata fornita un’informazione errata o incompleta.

Ma ci sono casi in cui la restituzione non dovuta. La sentenza 5984/2022 della Cassazione ha infatti stabili che per non dover restituire l’importo ricevo è necessario che si verifichino quattro requisiti: il verificarsi contemporaneo di quattro requisiti:

il pagamento deve essere avvenuto sulla base di un provvedimento formale e definitivo; il provvedimento del pagamento deve essere stato notificato al soggetto interessato; quando l’errore è attribuibile all’ente di previdenza; non deve sussistere il dolo da parte del pensionato. Se manca anche uno solo di questi requisiti, si applica l’articolo 2033 del Codice civile, e dunque chi ha ricevuto un pagamento non dovuto è tenuto a restituire quanto ottenuto.

In virtù di ciò, facendo un esempio, nel caso di un pensionato che ha omesso di comunicare un cambiamento di reddito, fatto che influirebbe sull’importo della pensione, se l’ente eroga le somme che non smettano basandosi su queste informazioni incomplete e in un secondo momento scopre l’omissione, può richiedere la restituzione poiché l’omissione viene considerata come un dolo. Per evitare il rimborso della pensione, è importante, anzi essenziale, che i pensionati effettuino tutte le comunicazioni di qualsiasi informazione che possa influenzare il loro diritto alla pensione per evitare problemi futuri.

 

Giuseppe Formisano

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