Controllo sui conti correnti da parte dell’Agenzia delle Entrate; l’onere della prova è diverso per aziende e liberi professionisti.
Lo scorso Agosto l’Agenzia delle Entrate e il Ministero di Economia e Finanza hanno sottoscritto un protocollo di intesa -che ha avuto l’ok anche dal Garante della Privacy- che permette all’Agenzia di accedere ai conti correnti per controllare gli spostamenti finanziari e identificare i contribuenti a rischio.
Si tratta di un protocollo biennale volto ad un’implementazione della lotta all’evasione fiscale. Ma quando i cittadini o le aziende sono considerati a rischio di evasione e si avvia un procedimento nei loro confronti che cosa succede? A chi spetta l’onere della prova (d’innocenza, ndr)? Quali regole si applicano per lavoratori liberi professionisti e aziende? Di seguito proveremo ad entrare nel merito e a fare chiarezza.
Nell’ambito degli accertamenti da parte dell’Agenzia, i prelevamenti bancari assumono valenza presuntiva solo per i titolari di reddito di impresa, mentre le operazioni di versamento risultano importanti per tutti i contribuenti compresi i liberi professionisti. Questi hanno la facoltà di contestare la presunzione di reato attraverso la dimostrazione dettagliata che le somme a loro contestate rientrino nel calcolo del reddito imponibile o che, viceversa, siano di natura non imponibile.
Sta quindi a loro l’onere della prova ovvero il compito di dimostrare il contrario di quanto viene loro imputato dall’Agenzia. Sta poi ad un giudice competente stabilire l’attendibilità delle prove presentate dal contribuente.
È questo il cosiddetto meccanismo dell‘inversione delle prove. I controlli effettuati sui conti correnti da parte dell’Agenzia delle Entrate rendono adempiuto l’obbligo probatorio dell’indagine per questo motivo si ribalta o inverte appunto l’onere della prova, lasciando al contribuente il compito di dimostrare la propria “innocenza” fiscale.
Che si tratti di conti congiunti o di trasferimenti finanziari provenienti da i genitori, spetta al contribuente dimostrare che le spese oggetto di contestazione siano il frutto di donazioni e che quindi sono esentasse. L’onere della prova, infine, ricade sul contribuente anche quando deve giustificare le spese effettuate utilizzando fondi accumulati in passato e derivati da eredità, attività lavorative passate o altre fonti di reddito esenti o tassate alla fonte.
“Basta un’immagine per mettere in ginocchio il sistema.” È questo il rischio che Microsoft Paint,…
«Non c’è più tempo». Così il presidente Carta ha lanciato l’allarme a Palazzo Chigi, a…
Al MIT, un piccolo esercito di nanoparticelle sta cambiando le regole del gioco. Invisibili, ma…
Il Senato ha appena dato il via libera quasi unanime alla riforma del cinema, un…
Il nuovo MacBook Pro con display OLED è realtà. Apple ha deciso di rompere gli…
Tra Android e iOS, condividere file è sempre stato un rompicapo. Basta un piccolo documento…