Nel caso di un contratto a tempo determinato scaduto, i beneficiari dell’ADI devono comunicarlo all’INPS? Ecco le informazioni al riguardo.
L’Assegno di Inclusione (o ADI) è una misura nazionale di contrasto alla povertà, alla fragilità e all’esclusione sociale delle fasce deboli. L’ADI viene erogato mediante la Carta di Inclusione e consiste in un accredito mensile medio che varia a seconda del valore ISEE e del numero dei componenti del nucleo famigliare. Per poterlo richiedere è necessario rispettare una serie di requisiti e, soprattutto, è necessario comunicare se i beneficiari hanno un impiego lavorativo oppure no. Ma che cosa accade, invece, in caso di scadenza del contratto di lavoro? Questo cambiamento deve essere comunicato?
Secondo quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2024, l’Assegno di Inclusione consiste in un sostegno economico e di inclusione sociale e professionale, composto da due parti. L’Assegno di Inclusione viene erogato tramite la Carta di Inclusione ed è costituito da un’integrazione del reddito familiare fino a una certa soglia indicata come quota A. Un sostegno per i nuclei residenti in abitazione concessa in locazione con contratto ritualmente registrato (quota B) rappresenta invece la seconda parte.
Per accedere all’Assegno di inclusione è essenziale avere un ISEE, ovvero l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, inferiore a novemila e trecentosessanta euro. I beneficiari ADI che hanno da poco presentato l’Isee vedranno un ricalcolo degli importi dell’Assegno di Inclusione. Non esistono, però, solo requisiti di reddito, ma anche ulteriori requisiti.
La normativa inerente l’ADI pubblicata sul sito web dell’INPS prevede infatti che i beneficiari debbano presentarsi per il primo incontro presso i servizi sociali entro 120 giorni dalla sottoscrizione del Patto di attivazione digitale. Se non vengono rispettate le scadenze per presentarsi presso i servizi sociali, il beneficio verrà sospeso. Il sussidio verrà sospeso anche nel caso in cui, dopo il colloquio con i servizi sociali, uno dei membri del nucleo famigliare non si presenti ai centri per l’impiego.
Eventuali variazioni nel nucleo famigliare devono subito essere comunicate all’INPS. Il modello ADI-com va compilato ogni qualvolta avviene un cambiamento nella posizione lavorativa o familiare. Esistono due modelli ADI-com: la versione estesa e quella ridotta. La prima riassume la dettagliata situazione patrimoniale nel complesso del percettore ADI. La seconda racchiude una quantità per l’appunto ridotta di dati, soprattutto relativi allo stato lavorativo e alla situazione anagrafica.
Quando viene effettuata la domanda per l’ADI, viene richiesto di indicare la posizione lavorativa e la durata del contratto. L’INPS è quindi già al corrente della durata contrattuale e della data in cui il contratto terminerà. Alla scadenza del contratto stesso, l’importo ADI verrà ricalcolato in modo automatico. Il modello ADI-com dovrà invece essere compilato nel caso in cui il contratto termina per un licenziamento.
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