Congedo parentale, quali sono le regole previste per questi mesi del 2024: ecco che cosa ha comunicato l’INPS.
Con “congedo parentale” si indica il beneficio economico che consente ai genitori lavoratori di avere giornate libere dal lavoro per prendersi cura dei figli minori di 12 anni di età. A regolare questo beneficio sono le recenti normative e la Legge di Bilancio 2024. Quali sono i requisiti per poterlo richiedere e in che cosa consiste nello specifico? Ecco le principali informazioni al riguardo.
L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, noto con l’acronimo di INPS, svolge diverse funzioni tra cui la liquidazione e il pagamento delle pensioni e delle indennità di natura previdenziale e assistenziale. Sul proprio sito web e sui canali social, l’INPS diffonde avvisi e comunicazioni rivolti ai suoi utenti. Proprio in queste settimane, l’INPS ha comunicato ad esempio l’avvenuto aggiornamento della procedura per richiedere il congedo parentale e il congedo parentale a ore. Da adesso i lavoratori hanno la possibilità di richiedere l’indennità maggiorata.
Con il congedo parentale, come anticipato, si indica un periodo di astensione facoltativa dal lavoro concesso ai genitori per prendersi cura dei figli. La misura è pensata per far assistere ai genitori i bambini nei loro primi anni di vita e soddisfarne i suoi bisogni affettivi e relazionali.
Il congedo parentale è riservato ai genitori lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che privato. Sono esclusi i genitori con rapporto di lavoro cessato o sospeso, i lavoratori domestici e i lavoratori a domicilio. Il periodo massimo di congedo parentale per entrambi i genitori è di 10 mesi, che può essere esteso a 11 mesi se il padre si astiene dal lavoro per almeno 3 mesi.
Per richiedere il congedo parentale, i genitori, lavoratori dipendenti pubblici e privati, devono avere un rapporto di lavoro in corso. La domanda online del congedo parentale deve essere presentata sul sito web dell’INPS, prima dell’inizio del periodo di congedo. Per i genitori lavoratori dipendenti, il datore di lavoro anticipa l’indennità poi rimborsata dall’INPS. L’Istituto, invece, si occupa di pagare direttamente l’indennità agli agricoli a tempo determinato, stagionali a tempo determinato, lavoratori dello spettacolo, lavoratori autonomi, lavoratori ed alle lavoratrici iscritte alla gestione separata Inps.
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