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Bonus mamme, ma c’è un problema: avvantaggerebbe solo chi ha stipendi alti

Arriva il bonus mamme, ma iniziano i problemi: Vediamo chi può beneficiare del bonus e quali sono i dubbi esposti dalla Fiom.

Bonus Mamme: ecco le informazioni riportate dalla Fiom (Codiciateco.it)

Nuovi bonus e nuove possibilità; continuano le misure per sostenere un paese in ginocchio da molti anni e che dimostra una regressione economica, e forse anche sociale, su tanti fronti. Bonus che si susseguono che cercano di sistemare il problema sul momento mentre si cerca di comprendere il cubo di Rubik del nostro paese. Molte volte questi bonus hanno sostenuto e aiutato molte persone, ma in questo caso, con il bonus mamma, tante sono le perplessità e i problemi che si sono presentati davanti le analisi svolte dalla Fiom.

Bonus mamma: perplessità e dubbi in basi ai dati Fiom

Per chi è il bonus mamma: ecco tutte le informazioni (Codiciateco.it)

Il bonus nasce con un obiettivo ben specifico, quello di sostenere le famiglie per poter sia accrescere la statistiche di donne lavoratrici, sia per sostenere le nuove nascite, in un periodo storico che vede l’Italia in una crisi demografica importante, che continua a mostrarsi come Dante vide il diavolo “S’el fu sì bel com’elli è ora brutto, e contra ‘l suo fattore alzò le ciglia, ben dee da lui procedere ogni lutto. Oh quanto parve a me gran meraviglia quand’io vidi tre facce e la sua testa!“.

Con questi presupposti e obiettivi nasce il bonus che, però, si perde in un bicchiere d’acqua di fronte alle tante restrizioni e alla distribuzione del contributo economico. Partiamo prima di tutto nel dire che il bonus è disponibile solo per i lavoratrici dipendenti con contratti indeterminati con almeno due figli. Lavoratrici autonome, precarie o le collaboratrici domestiche sono escluse dal bonus, lasciando all’interno dello scherma una nicchia di situazioni già equilibrate e che subiscono meno difficoltà del precariato.

Lavoratrici dipendenti: ecco a chi spetta il bonus mamma

Ma se questo non vi basta e avete bisogno di altri dubbi, arriva in nostro soccorso la Fiom, il sindacato dei metalmeccanici della Cgil, che presenta una tabella ben dettagliata sulla distribuzione del sostegno. Infatti questo è soggetto all’esonero contributivo IVS già presente, valido per uomini e donne, anche senza figli. In base all’esonero è presente un bonus mamme che si costituisce dalla differenza, in quanto non cumulativi.

Quindi, secondo le simulazioni, uno stipendio di 700 euro al mese ha un esonero pari a 49 euro, quindi si conta un bonus mamme di 64 euro, aggiungendo quindi la differenza di 15 euro. Questo succede in crescita fino ai 35mila euro annui, quando l’esonero non è più valido. In quel caso le mamme, con stipendi sopra di 2.500 euro al mese, potranno godere del bonus pieno di 250 euro. Una situazione paradossale che alla fine sostiene chi guadagna di più di guadagna meno, pur avendo lo stesso numero di figli. Ecco i dati della Fiom disponibili.

Lorenzo Angelini

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